... all'undicesimo della ripresa eccolo scendere agevole e felpato sulla fascia sinistra, si avvita su se stesso, esegue un loop, dimentica la palla quattro passi indietro, ma la aspetta sicuro e beffardo... eccola, è tra i suoi piedi, fresca, tonda, soda... ma un vuoto di memoria lo induce alla riflessione: perchè stava lì quella fresca sera autunnale, in mutande e maglietta, sudato e puzzolente? Attorno a lui volti sconosciuti lo incitavano: "e passa sta cazzo de palla!!!!! ma che 'tte sei rincojonito??" Non li conosceva, non sapeva perchè lo chiamavano e lo ingiuriavano, gli urlavano dietro frasi irripetibili. Poi un intervento a forbice del terzino destro lo riportò alla realtà: la contusione e la distorsione conseguenti all'intervento assassino gli dolevano, certo; ma era tornato!!!! Era di nuovo in campo, anche se i suoi compagni lo avevavo scalciato fuori dalla riga bianca, all'altezza del corner, per non intralciare la ripresa del gioco. Ma era tornato. Si rialzò faticosamente, squassato dal dolore e nell'insofferenza di tutti gli altri mutandati. Camminava a fatica e gli occhi gli si riempirono di lacrime: erano di gioia. Stava finalmente riassaporando l'emozione dei dolori da footbal: guadagnò la panchina in preda all'euforia e una volta seduto iniziò a massaggiarsi la caviglia; erano anni che non assaporava queste gioie. Si leccò l'abrasione come un cane. Poi salutò tutti, si diresse verso la doccia ma non lo rivide più nessuno.

mercoledì 28 ottobre 2009

Si gioca a calcio

Lunedi 2 novembre alle 21:00 si gioca a calcio

Centro Sportivo Longarina

Via di Castel Fusano 79

Riscattato Ivan Luis Antonio Zamorano Dos Panci Y Zamora

Ivan Luis Antonio Zamorano Dos Panci Y Zamora torna dal prestito gratuito!


Botta & risposta con Ivan Luis Antonio Zamorano Dos Panci Y Zamora pizzicato al check in dell' areoporto internazionale Sangallo di Nettuno in procinto di partire per il ritiro per la prossima partita dei morti............


I. Allora ..... dopo tanto tempo.....Emozionato?
Z. Ovvio...Dopo aver lasciato I Romazzino Galaxy rientro finalmente tra gli infratinati...la mia squadra del cuore in una cornice suggestiva quale la partita dei morti....con le candele accese...la processione....
I. Ecco...parliamo del prestito...qualcuno dice che le sue prestazioni siano state al di sotto degli standard pur contribuendo, con i suoi gol, alla salvezza della squadra...
Z. Mah...da quel che mi risulta c' era la volontà della società di trattenermi...
I. Voci di corridoio parlano di un' offerta pe il riscatto che non è stata accettata....
Z. Le voci di mecato non mi interessano.....Adesso penso solo a far bene con gli infratinati...
I. Pensa subito ad un rientro in prima squadra?
Z. Sò per certo che la concorrenza per una maglia da titolare è diventata acerrima...spero di convincere il mister.
I. Forse si gioca in undici contro undici....questo la spaventa....
Z. No. Sono in forma....E poi tanto, si correrà solo i primi 5 minuti...dopo di che inizieremo a bere granatine, giocare a tresette e raccontare barzellette....come l solito...

venerdì 16 ottobre 2009

Ninja Warrior Game

















Solita partita alle 21:00 al Centro Eschilo 1.

Sono già confermati:

1) Ascioti M.
2) Carnicelli A.
3) Ascone F.
4) Galanti M.
5) Natale G.
6) Cinti M.
7) Luke Foro
8) Valerio
9) Valerio Portiere
10) Maturani S.
11) Di Mario G.
12) Di Giacomo A.
13) Esposito D.
14) Claudio M.
15) Cesarone
16) Roberto Portiere

Disponibilità in lista d'attesa.

mercoledì 23 settembre 2009

Ritorno al Futuro


E' indetta la partita "Ritorno al Futuro" di calciotto.

Si gioca lunedi 28 settembre, ore 21:00, Eschilo 1.

Sarà titolo preferenziale:
1) chi ha giocato lunedi 21
2) chi ha giocato lunedi 14 alle 23:00;
3) chi conferma per email entro giovedi 24 settembre
4) chi conferma su fèisbuk
5) chi non ha un cazzo da fare
6) chi ha giocato con Sandro Valia

venerdì 18 settembre 2009

In Extremise ...

Si gioca

lunedi 21 settembre
ore 21:00
Arena Eschilo 1

Via Eschilo 85
00124 Axa




mercoledì 2 settembre 2009

SI RIPARTE!!!!


LUNEDI' SERA
7 SETTEMBRE 2009
ORE 21,00
ALLA LONGARINA
CALCIO A 11

venerdì 7 agosto 2009

venerdì 24 luglio 2009

Minacce a "Il Calciotto de Noantri"

giovedì 23 luglio 2009

Ostia: l'interrogatorio di Carnicelli


"Sono stato dai magistrati per rispondere alle loro domande sulle contestazioni addebitatemi. Avrei voluto portare il mio contributo all'accertamento della verita', ma non siamo stati posti nella condizione di farlo". A dirlo ai giornalisti e' Sandro Carnicelli, difensore degli Holes Blacks, all'uscita del Palazzo di Giustizia del XIII Municipio. L'ex terzino e' stato ascoltato oggi dal procuratore aggiunto nell'ambito dell'inchiesta sugli "azzoppamenti seriali con il destro", ed il pool è orientato ad incriminarlo anche per "pesca in alto mare con i braccioli, parcheggio abusivo, violazione dei diritti d'autore, dei diritti dei rifugiati e dei diritti in genere, segnali vietati al compagno durante le partite di scopone scientifico e piantagione di mirto di Sardegna. L'interrogatorio e' durato poco meno di un'ora.
L'ex terzino de noantri ha dunque respinto le accuse con una sola dichiarazione messa a verbale: "Mi dichiaro estraneo ai fatti, ma non rispondo se non mi vengono fatte contestazioni specifiche". Dopo avere ascoltato le accuse che gli vengono mosse dalla Procura, Carnicelli ha chiesto che gli venissero indicati gli episodi specifici di gioco violento e scorretto, i singoli atti che avrebbe posto in essere per agevolare il il nuovo schema difensivo dell'Avv. Di Mario. Non avendo ottenuto quel che chiedeva, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Lo si è appreso in ambienti giudiziari.
I pm si sono limitati ad elencare all'indagato le fonti di prova a suo carico, basate su dichiarazioni di Natale e Borelli e su intercettazioni video-citofoniche che, in attesa dell'autorizzazione del Senato, non sono utilizzabili. La verbalizzazione è durata circa un'ora. Adesso in Procura é atteso il pataccaro plastico Leotta, pure lui indagato con l'accusa di cianchettatura aggravata.
Gia' ieri i magistrati hanno ascoltato Valia (Verdi Ramarro'ssi) e Galanti (Polo Nere), entrambi raggiunti da un avviso di garanzia nell'ambito della stessa inchiesta. "Sulla richiesta avanzata dal mio difensore di formulare in modo chiaro e preciso, come impone la legge, i fatti o il fatto, le prove o le condotte - precisa Carnicelli -, non mi e' stato indicato un solo fatto o una sola condotta e , quindi, non ho potuto rispondere, pur essendomi recato in Procura per contribuire all'accertamento della verita'". "Ho fatto comunque presente - conclude il tuttofare della difesa Holes Blacks - di essere disponibile in qualsiasi momento e, nel loro silenzio, avanzeremo richiesta di archiviazione".


mercoledì 22 luglio 2009

Scomode Verità

Siamo entrati in possesso del testo delle intercettazioni che inchiodano Sandro Carnicelli alle sue pesanti responsabilità. Tuttavia, dalla video-citofonata di cui pubblichiamo il testo, appare collusa o quantomeno connivente l’intera squadra dei Black Holes

Maturani:Pronto?
Leotta: Pronto.
Maturani: Ciao sono Leotta!
Leotta: Eccomi! Ma sei pazzo…
Maturani: Tranquillo, il citofono non è sotto controllo…Allora, è Massimo Ascioti.
Leotta: Eh?
Maturani: E’ lui che azzopperà “il blogger”
Leotta: Non mi dire!
Maturani: Sì.
Leotta: E come si sa?
Maturani: E... da una serie di deduzioni, per il rispetto che si deve all'intelligenza.
Leotta: Ah, ma è fuori?
Maturani: Sì, è fuori [fuori dal carcere, in libertà].
Leotta: Ah, non lo sapevo neanche.
Maturani: Sì; questa cosa qui, da come so che la farà… una cosa rozzissima, ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto... e sarà fatta soltanto al “blogger”. Secondo me, come un altro manderebbe una lettera o farebbe una telefonata, o metterebbe una bomba…lui invece lo azzopperà…
Leotta: Alla Ascioti, sì sì.
Maturani: Un entrata criminale, a gamba tesa sulle ginocchia, cioè proprio il minimo...
Leotta: Sì, sì, cioè proprio come dire “mi faccio sentire, sono qui presente”.
Maturani: Sì, tipo: "è arrivata una raccomandata, caro blogger" E Lui gli spezza le gambe.
(risate)
Leotta: Pensa che Lui [Ascioti] non sa neanche calciare col destro…!
(risate)
Maturani: Su con la vita!
Maturani: La verità ai carabinieri gli ho detto: io trenta milioni glieli davo pure, ma Lui lo fa gratis, rosica troppo a perdere la partita. Quelli scandalizzatissimi. "Come trenta milioni?! Come?! Lei non glieli deve dare, noi l'arrestiamo!" Gli dico: "Ma nooo, su, per trenta milioni! Comunque lo ha fatto gratis!!" Poi mi hanno circondato la villa, perché avevano paura che Lui mi avrebbe cercato… a sera siamo usciti, io e Di Mario dalla macchina, paurosissimi (...)
Leotta: Ormai non sei uscito più.
Maturani: Poi casomai vediamo. Casomai mi faccio una legge per depenalizzarmi.
Leotta: Va be', sentiremo

Secondo Maturani dunque il 20 luglio 2009 al Babel Camp il noto boss Massimo Ascioti tentò di azzoppare per sempre Massimo Cinti, nelle intercettazioni chiamato “il blogger”. I ripetuti interventi assassini di Ascioti provocarono ingenti danni al Cinti che tuttavia venne rimesso in piedi dai medici per la partita successiva. Dopo aver ricevuto ulteriori minacce, Cinti si trasferì per qualche mese con la famiglia in Gallura. Maturani, nel mezzo di un'intercettazione video-citofonica, commentò con Leotta l'attentato definendolo scherzosamente un atto fatto «con affetto», proseguendo sullo stesso tono che «secondo me, come un altro manderebbe una lettera o farebbe una telefonata, lui gli spezzerebbe le gambe» e sottolineando che la natura del gesto è da ricercarsi nel fatto «che non sa calciare col destro».
Contrariamente a quanto Maturani pensava, invece, l'attentato non è attribuibile a Ascioti in quanto all'epoca del fatto era a Reggio Calabria, detenuto. Esso è ascrivibile altresì (come risulta dalle dichiarazioni di Galliano Antonino) alla mafia catanese nella persona di Sandro Carnicelli: una volta raccordatosi con il suo sodale Giovanni Di Mario di Catania, il capo dei Black Holes , aveva, come si suol dire, «preso in mano la situazione» relativa a Maturani e Leotta, che, come si è visto (per concorde dichiarazione di Ganci, Anzelmo e Valerio), sarebbe stata sfruttata non soltanto per fini prettamente estorsivi, ma anche per potere "agganciare" politicamente Sandro Valìa e per ricondurre Massimo Cinti alla ragione.
Un rapporto della Criminalpol del 13 aprile 2001 recita che «L'aver accertato attraverso la citata intercettazione video-citofonica il contatto tra Maturani, di cui è bene ricordare sempre la sua particolare pericolosità criminale, e Leotta ne consegue necessariamente che anche la Carnicelli spa e la Di Mario spa (società per le quali il Leotta produce patacche plastiche), operanti in Milano, sono società commerciali gestite anch'esse dalla mafia e di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporco, provento di illeciti» a danno del Cinti. Sull'attività di Ascioti nello stesso periodo in cui prestava servizio come stalliere di Maturani la Criminalpol, in un’intervista, descrisse ad un giornalista francese l’Ascioti come “una delle teste di ponte di cosa nostra nel nord Italia”. Tuttavia, è acclarato che il colpevole è Sandro Carnicelli.

martedì 21 luglio 2009

Carnicelli condannato a scontare la pena secondo il codice 41 bis


Si de "Il Calciotto de Noantri" all'art. 34 del ddl sulla sicurezza che inasprisce il regime di detenzione per i giocatori fallosi.

Con 249 voti a favore, 7 contrari ed 1 astenuto "Il Calciotto de Noantri" ha approvato l'articolo 34 del ddl sulla sicurezza che inasprisce l'articolo 41 bis che viene applicato soprattutto per i condannati di gioco scorretto, gioco falloso reiterato e falli di mano reiterati.
Un voto «quasi unanime» come ha sottolineato il presidente del Calciotto Graziano Natale, che ha espresso biasimo per i soli voti contrari delle Polo nere, per altro usciti anche ieri sera sconfitti dal verdetto del campo. I Verdi Ramarro'ssi non possono che compiacersi della quasi unanimità di questo voto» ha detto Borelli.
Dopo il varo delle norme che hanno agevolato il sequestro e la successiva confisca dei beni anche ai giocatori degli Holes Blacks scorretti, Leotta, Maturani ed un irriconoscibile Galanti, "un altro importantissimo passo è stato compiuto nell'opera di disintegrazione di un pericoloso e perverso paradigma di una vera e propria caccia all'uomo di sistema", tuona Valia. Molto soddisfatto anche il rientrante Luke Foro, fra i proponenti dell'inasprimento del 41 bis. Di Mario, l'unico astenuto, spiega poi che nel corpo della norma vi sono anche misure più restrittive che riguardano il regime detentivo per impedire che dalle carceri i giocatori scorretti possano esercitare il loro potere attraverso i social networks. Inoltre, i contatti con gli attaccanti, nel caso i condannati rivedano la luce dei lampioni dei campi di calcio, non potranno essere più di tre a partita. Anche la permanenza all'aperto continuerà a essere consentita ma con maggiori restrizioni: non potranno superare la linea di centrocampo e non potranno godere più di quattro tocchi di palla ad azione. Ancora, saranno introdotti alcuni accorgimenti per evitare che i giocatori delle Polo Nere comunichino tra di loro e si scambino passaggi più di due volte consecutive. Il tiro in porta sarà permesso solo se il divario di reti con gli infratinati ramarro sarà uguale o superiore a 3. Ed è inserita l'aggravante se il fatto è commesso da un Pubblico ufficiale, da un incaricato di pubblico servizio o da un avvocato, ma anche da un barman, da un imprenditore di patacche di plastica, da un cuoco, da un addetto alla manutenzione di aeroplani, da un operatore di scavi archeologici o da un libraio.
"Sono d'accordo sull'inasprimento delle pene per gli Holes Blacks, ma la riforma delle regole del Calciotto non si deve dimenticare di abolire le leggi e tutti quegli assurdi benefici di pena come la buona condotta, per esempio, ed anche gli eventuali sconti di pena" ricorda il sempre tempestivo e pragmatico Ascone. "Siamo sicuri che un giocatore scorretto si comporti bene in carcere e dimostri pentimento per il suo reato?" chiede Di Giacomo. "Il perdono? Devono essere interpellate le vittime e i loro familiari e il loro parere deve essere vincolante; eventuali sconti di pena possono essere concessi solamente dopo aver scontato almeno il 90% della pena stessa! Nel caso dell'ergastolo solo dopo il compimento dell'85 anno di età del reo, e previo parere, che deve essere sempre e comunque vincolante, dei familiari delle vittime possono essere concessi i domiciliari al calciatore scorretto" afferma la vittima Cinti. "Ci sarà un motivo se tutti i più incalliti giocatori scorretti d'Europa preferiscono giocare in Italia, forse è giunto il momento di togliere loro questi privilegi" dichiarano Panci ed Esposito dai loro comodi lettini sotto un ombrellone a Porto Cervo.


mercoledì 15 luglio 2009

I Ramarro'ssi vincono al 90' dopo un interminabile assedio


Le Polo Nere schiacciate per tutta la partita nella propria metà campo
Divario nettissimo, ma gli infratinati vincono all'ultimo minuto su autogol



Gli Holes Blacks sembravano avere a loro disposizione tre divisioni corazzate e l’equivalente di sette divisioni di fanteria. Il concentramento di forze di difesa cosi' ingenti ha richiesto ai Ramarri molte misure ingegnose nel portare avanti i loro attacchi. Soprattutto è stato necessario, per la squadra capinata da Valia, impedire all’aviazione nemica di rendersi conto perfettamente dell’imponenza dei preparativi. Tale sforzo è stato coronato da un completo successo cosi che l’attacco si è concluso con una vera sorpresa e con il totale successo soltanto dopo 3 minuti di recupero. Sotto la luce della luna piena, quasi un migliaio di bordate da fuori area sono state scagliate sulla difesa di Ascioti Senio, Di Mario e Co. la sera del 10 luglio per tutti i 90 minuti; il tiro è stato quindi diretto contro la porta occupata a turno da Dei, Leotta, Maturani e Galanti e spesso da tutti insieme con gli obici del calibro di Ascone, Natalucci e Asciotino. Sotto la protezione del fuoco delle artiglierie, resa più efficace dai bombardamenti del gioco aereo, avanzavano spesso a suonare la carica il 3° ed il 7° corpo d'armata, comandati rispettivamente dai generali Cinti e Di Giacomo, che hanno attaccato su un fronte di quattro divisioni; l’intero 3° corpo ha cercato di aprirsi due varchi attraverso le linee fortificate nemiche trovando sempre l'opposizione degli assediati. Dietro di loro seguivano le due divisioni corazzate del 9° corpo d’armata (generale Valia) per sfruttare l’eventuale successo. Notevoli progressi sono stati compiuti sotto la protezione di un fuoco imponente; all’alba erano state create nello schieramento delle Polo Nere profonde sacche. I giocatori del genio Ramarro avevano intanto sgombrato il terreno dalle mine alle spalle delle truppe di punta; ma il sistema di campi minati non era stato sfondato in tutta la sua profondità e non vi era alcuna speranza che le forze infratinate riuscissero ad aprirsi molto presto una breccia. Più a sud, la 4° divisione lanciò diversi attacchi dal bosco della Tenuta Presidenziale, mentre la 7° divisione corazzata e la 44° divisione del XIII corpo d’armata irrompevano contro le linee difensive che stavano di fronte a loro. Con ciò hanno ottenuto il risultato di indurre il nemico a trattenere per tre giorni Carnicelli e Palmieri dietro questo tratto del fronte, per quanto contumaci, mentre la battaglia decisiva si sviluppava più a nord. Tuttavia, sino a quel momento nessuna breccia era stata aperta nel profondo sistema di campi minati e di sistemazioni difensive delle divisioni nere.
Nelle primissime ore del giorno 11 Borelli ha tenuto a rapporto rapporto i comandanti di grado più elevato, dando ordine di spingere di nuovo all’attacco prima dell’alba, in conformità alle sue istruzioni iniziali. Effettivamente, durante la giornata altro terreno fu guadagnato dopo aspri combattimenti. Negli Alti Comandi nemici c’erano stati gravi sconvolgimenti. Alla fine di settembre, Ascioti Senior era stato ricoverato in ospedale ed era stato sostituito dal generale Leotta detto "Lo Stumme de Noantri". 24 ore dopo l’inizio della battaglia "Lo Stumme de Noantri" mori in seguito ad un attacco cardiaco; su richiesta di Maturani, Ascioti Senior lasciò l’ospedale e riprese il comando della difea nel tardo pomeriggio riportando le posizioni a quelle del giorno 10. A questo punto la 9° divisione australiana, agli ordini del generale Asciotino, fece una nuova ed efficace puntata in direzione nord, poi verso ovest, cambia direzione verso est e dalla sacca verso il mare, ha raggiunto la Sardegna, ha intercettato tutte le navi Tirrenia di ritorno verso il continente, è stato fermato su una boa al largo di Civitavecchia dall'esasperato Natale che ha prima mollato la famiglia e poi ha ripreso i suoi gradi di Comandante Supremo. Arrivò allora l’ordine di Di Mario che proibiva qualsiasi ritirata, ma la decisione non era più nelle mani degli Holes Blacks.
Nelle prime ore del giorno 11, la 5° brigata scatenò un fulmineo attacco a otto chilometri a sud del centro sportivo Babel, che ebbe pieno successo. La battaglia era ormai vinta per i Verdi Ramarro'ssi e la via era aperta ai loro giocatori per inseguire il nemico attraverso il campo deserto ormai sgombro di ostacoli.


lunedì 13 luglio 2009

14 luglio 2009 sciopero dei blog contro il DDL Alfano per il diritto alla Rete: "Rumoroso silenzio" in Internet e sit-in in piazza Navona (ore 19:00)


comunicato stampa


Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.

L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.

Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).

Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.

Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.

Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.

DIRITTO ALLA RETE


Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna
Guido Scorza

mercoledì 8 luglio 2009

Gioggi lancia un'OPA per acquistare i Verdi Ramarro'ssi e versa l'anticipo!



martedì 7 luglio 2009

I Verdi Ramarro'ssi trionfano alla prima all'Emirates Babel


I Verdi Ramarro’ssi ribaltano in tribunale la sentenza del campo!
Gli Holes Blacks pagano caro le loro irritanti provocazioni
Ascioti Senior parla apertamente di brogli e si dice pronto al “martirio” fino a che la verità non torni quella del campo

Si è dovuto aspettare fino all’alba per sapere chi si era aggiudicata la gara d’apertura all’Emirates Babel valevole per il Campionato Moebius di Chiusura. Il coroner, riunitosi in seduta straordinaria al tribunale de l’Aja, alle 06:46 ora locale, ha emesso il verdetto in giudicato: “Il risultato all’Emirates Babel, che ha visto prevalere sul campo la compagnie degli Holes Blacks, viene annullato e la vittoria assegnata ai Verdi Ramarro’ssi”. “La giustizia viene ristabilita e significa che le nostre vittorie sono le più pulite - ha detto Valia- Oggi dobbiamo apprezzare il grande trionfo dello squadrone Ramarro contro il fronte unificato dell'arroganza di tutto il mondo e la guerra psicologica lanciata dagli avversari". Borelli ha precisato che gli Holes Blacks non sono veri giocatori : "Essi appartengono all'occidente imperialista”. “Essi appartengono a Leotta. Noi siamo contro Leotta" tuona Cuminetti. Dubbi sul risultato sono stati espressi da Stati Uniti, Germania e Francia. Il presidente contumace, Natale, ha ricevuto invece le congratulazioni da Iraq, Afghanistan e Venezuela.
Dalla fazione opposta i sostenitori di Ascioti Senior e compagni sostengono che vi siano stati dei brogli e alcuni affermano che ieri sera Di Mario stesso sia andato a Palazzo Grazioli a chiedere la cancellazione del risultato della sentenza con un decreto d’urgenza, ma ha dovuto constatare che l'omologazione era andata a puttane. Infine, sempre secondo Di Mario, che il risultato sembri "guidato" emerge anche dal fatto che la Cassazione abbia confermato la vittoria degli infratinati e che la sentenza sia stata resa pubblica prima ancora che le luci sul campo di gioco venissero spente. I risultati ufficiali, poi, sono stati divulgati solo attraverso le percentuali e non con la conta del numero dei reti.
Maturani, apparentemente battuto e visibilmente scosso dalla battaglia a carte bollate, ha invitato alla protesta con un grande raduno questo pomeriggio lungo tutto il viale di Castel Porziano. La sua squadra, a nome di Galanti, ha pure invitato la folla ad andare sui tetti gridando "Allah è grande", uno slogan che ha dato vita a calciopoli nel 2007. Ma il ministero degli interni ha rifiutato il permesso e la manifestazione è stata bollata come "illegale". Almeno 170 supporters degli Holes Blacks sono stati arrestati. Fra di essi, anche Roberto Lallo, Giampaolo e Valerio che hanno militato sotto il moderato Ascone. Vi sono voci secondo cui lo stesso Ascioti Senior sia agli arresti domiciliari.
Di Giacomo, per i Verdi Ramarro’ssi , sostiene che “oggi dobbiamo apprezzare il grande trionfo della squadra del popolo contro il fronte unificato dell'arroganza di tutto il mondo e la guerra psicologica lanciata dalle Polo Nere."

giovedì 25 giugno 2009

Prossimo incontro: lunedi 6 luglio ore 21:00

Il Calciotto de Noantri ha spostato la sua attività presso l'Emirates Babel del Centro Sportivo Babel, Via Tommaso Traetta 70, Infernetto.





Visualizzazione ingrandita della mappa

giovedì 18 giugno 2009

Il nuovo acquisto dei Verdi Ramarr'ossi

giovedì 11 giugno 2009

Una metropolitana chiamata Moebius

La metropolitana di Boston è un sistema estremamente complesso, soprattutto da quando è stato aperto il nuovo raccordo di Boylston, che connette tutte le linee tra loro, creando un sistema chiuso. Un giorno scompare un treno, carico di passeggeri. Malgrado le ricerche non si riesce a trovarne traccia, mentre aumentano le denunce di scomparsa per passeggeri e conducenti. Il topologo Roger Tupelo ha una sua teoria: dato che il sistema è chiuso, il treno non può esserne uscito, quindi deve trovarsi ancora all’interno della rete. Non è visibile perché si è imbattuto in un “nodo”, che lo ha fatto entrare in una sorta di nastro di Moebius. Lo strano evento sarebbe dovuto all’altissima complessità dei collegamenti offerti dalla linea metropolitana dopo l’ultimo raccordo. Purtroppo Tupelo non ha idea del come sia accaduto, né quali possibilità ci siano per rimediare. Potrebbe forse spiegarlo Turnbull, esimio topologo e suo professore, ma risulta scomparso anche lui, e proprio sul treno in questione.
Il direttore generale White, pur scettico, coinvolge Tupelo in una riunione d’emergenza che si svolge durante la notte su un treno del metrò completamente vuoto. Nessuno è disposto a credere alle spiegazioni di Tupelo, nonostante tutti gli elementi indichino che il treno si trova ancora all’interno della rete (consumo elettrico, semafori e scambi che si azionano, ecc…) e nonostante tutti sentano distintamente il treno passare “sopra” di loro, senza riuscire a vederlo. La vicenda viene insabbiata e anche Tupelo smette di interessarsene. Ma un giorno, viaggiando in metropolitana, si rende conto di essere proprio sul treno fantasma. I passeggeri ignorano completamente l’accaduto e non sanno di essere lì da ben 10 settimane. Tupelo ferma il treno, avverte la direzione e finalmente riporta il treno in una delle stazioni successive. Lì lo attende White, ma solo per dirgli che un altro treno è appena scomparso. Il professor Turnbull non è più sul primo treno. Pare sia sceso in una fermata intermedia, più o meno all’altezza del percorso del nuovo treno scomparso.

Il racconto è degli anni ’50. La narrazione è in terza persona e la focalizzazione è concentrata quasi esclusivamente sul protagonista principale. Il narratore non lascia trasparire che pochi segnali, per un’interpretazione degli eventi, al di fuori delle spiegazioni che fornisce il protagonista. Il finale, difatti, è chiaramente aperto, anzi, ritorna al punto di partenza in una sorta di struttura circolare, lasciando al lettore la libertà e la responsabilità di trarre le proprie conclusioni.
Leggendolo è evidente che si tratta di un racconto estremamente semplice dal punto di vista della narrazione. Non dimentichiamo che il suo autore è uno scienziato che possiamo immaginare “prestato” alla narrativa, per una sorta di “divertissement”. Basta notare la sostanziale assenza di problematicità nell’affrontare degli eventi assolutamente inquietanti, la creazione di un atmosfera di quasi divertita curiosità (di interesse scientifico, potremmo dire) nella quale si muovono i protagonisti, la mancanza di qualunque caratterizzazione psicologica dei personaggi o di approfondimento sulle loro motivazioni.
Si può supporre che l’intenzione principale dell’autore fosse quella di creare una vicenda narrativa accattivante partendo dalle suggestioni di un paradosso matematico affascinante come il “nastro di Moebius”. Ciononostante, per il significato simbolico del suo “apparato scientifico” di base, per le implicazioni e gli stimoli che può offrire e, forse, anche per la sua sostanziale semplicità (che lo rende un materiale molto più accessibile e malleabile), Una metropolitana chiamata Moebius ha fornito al regista Gustavo Mosquera -alla ricerca di un soggetto- una base che si è rivelata particolarmente fertile.

Moebius
Lo stesso regista racconta in un’intervista come è nata la sua idea e quali sono i motivi che lo hanno spinto verso il racconto di Deutsch.

Avevo letto un racconto di A.J. Deutsch che si chiama Una metropolitana chiamata Moebius e che mi aveva colpito. Aveva quattro elementi fondamentali: primo, che in una rete chiusa di sotterranei un treno non possa scappare, pertanto la sua scomparsa implica qualcosa di più. Secondo, il fatto che non si veda la città in superficie permette un’ambientazione atemporale. Terzo, il racconto presenta un’ambiguità tra fantascienza e fantasia e, non concludendo il racconto con un finale chiuso, permette un maggiore mistero. Quarto, le connotazioni sociali che comporta, in un paese come il nostro, l’idea di “sparizione” di un treno [6].

La base narrativa e molti degli episodi del racconto sono stati ripresi e riportati fedelmente nel film, anche se a volte in posizione e contesti diversi. Ciononostante, com’è facile immaginare anche sulla base delle affermazioni di Mosquera, il film è dotato di ben altra densità. Se in Deutsch mancava la connotazione problematica, le questioni drammatiche venivano sorvolate o appena accennate, in Moebius quelle stesse questioni si caricano di un peso molto forte e di un’atmosfera inquietante, anche grazie alle precise scelte registiche di Mosquera.
Il film è quasi interamente girato nei sotterranei e le riprese indulgono sugli aspetti più fatiscenti e minacciosi della metropolitana; le rare riprese al di fuori della metropolitana sono comunque in ambienti interni, o in esterni dai colori cupi e distorti (con un’unica eccezione, di cui si dirà più avanti); la fotografia e le luci sono chiaramente legate alle simbologie dei colori e alle sensazioni che trasmettono: colori freddi per i sotterranei della metropolitana, colori caldi e accesi per l’interno dei treni, viola e tonalità cupe per gli esterni di Buenos Aires, ecc… Infine, gli attori sono caratterizzati fisicamente da lineamenti molto duri e la loro recitazione è improntata ad un’espressività inquietante e indecifrabile, con una voluta mancanza di eccessi emotivi.
Tutti questi elementi tendono a creare un’atmosfera di disagio e di inquietudine, piuttosto che di pura “curiosità” per lo strano evento, come invece si percepiva dal racconto di Deutsch.
D’altra parte, come affermato dallo stesso Mosquera, in una storia come questa entrano in gioco delle caratteristiche peculiari della situazione culturale e politica dell’Argentina. Infatti, il concetto di scomparsa e la sola parola “desaparición”, assumono in Argentina un significato ed un peso molto forti. È impossibile, in un tale contesto, parlare di sparizione senza che si affacci alla mente l’ombra della dittatura e la tragedia dei desaparecidos. Pertanto, un treno che scompare senza spiegazione, e soprattutto senza che nessuno dei responsabili politici, civili o militari delle linee ferroviarie e del paese se ne faccia carico, è ovviamente un richiamo metaforico fortissimo per qualunque spettatore consapevole, pur non essendo esplicito.
La volontà di dare un’interpretazione simbolica forte al film si evidenzia ulteriormente dalle scelte fatte dal regista riguardo al finale: sfruttando la conclusione aperta offerta dal racconto di Deutsch, Mosquera accresce il ruolo attivo ed interpretativo dello spettatore con l’inserimento, proprio nel finale, di un incontro fondamentale per il protagonista a bordo del treno fantasma. Questa scelta, con le conseguenze che comporta, fornisce al film un maggiore significato esistenziale ed universale, andando oltre (e in un’altra direzione) alla tragedia puramente specifica della realtà argentina per denunciare una condizione psicologica ed esistenziale diffusa e caratteristica della nostra realtà contemporanea.
Vediamo quindi il contenuto del film e in cosa si distingue specificamente dal racconto.

Un treno della metropolitana di Buenos Aires -il numero 86- scompare misteriosamente all’interno della linea. Il Direttore è costretto a rivolgersi allo studio che ha progettato la nuova Circolare Esterna, che ha collegato tutte le linee in un sistema unico. Al posto del progettista si presenta un giovane topologo, Daniel Pratt, incaricato dallo studio. Nonostante l’ostilità iniziale, il direttore Blasi gli espone il problema e lo convoca per una riunione sotterranea con i dirigenti statali.
Pratt scopre che il progetto originale della linea è opera del suo vecchio professore Hugo Mistein, che però risulta scomparso. Introdottosi in casa del professore con l’aiuto della ragazzina Abril, si impadronisce del progetto per poterlo studiare ed elabora la teoria secondo la quale la complessità della rete ha generato un nastro di Moebius che ha risucchiato il treno al suo interno. Con Abril torna nella metropolitana per partecipare alla riunione notturna. Lì, durante la conversazione con tecnici, politici ed esponenti militari, trova nuovi riscontri alle sue intuizioni sul nastro di Moebius e sulla connettività infinita della linea. Nessuno è disposto a credergli, nonostante si oda chiaramente il rumore del passaggio del treno, e la sua presenza venga rilevata dai sensori in diversi punti della linea contemporaneamente. Dato che nemmeno Pratt è in grado di fornire una soluzione, il rappresentante delle forze armate pretende cinicamente la chiusura della circolare, anche a costo di perdere per sempre i passeggeri del treno.
Tornato in superficie, Daniel Pratt ha una nuova intuizione osservando Abril sulle montagne russe: forse può riuscire a calcolare la posizione dei nodi che permettono l’ingresso nel nastro e trovare così il treno. Torna in metropolitana e comincia a viaggiare su diverse linee calcolando tempi, orari e velocità sul suo taccuino, per tutta la notte. Quando, esausto, decide di abbandonare le ricerche e prende il primo treno di passaggio, si rende conto di trovarsi proprio sul convoglio che stava cercando. Il quotidiano del passeggero accanto a lui, infatti, riporta la data del giorno della scomparsa e tutti i passeggeri sembrano immersi in un apparente stato ipnotico. Alla testa del treno Pratt trova il professor Mistein, che gli rivela le ragioni del fenomeno e le sue conseguenze. Pratt vorrebbe poter gridare a tutti la sua scoperta, ma ormai non può più, e comunque sa che nessuno gli crederebbe.
Il giorno dopo il treno 86 viene rinvenuto completamente vuoto e perfettamente intatto. Gli amministratori statali e militari accusano Blasi di aver creato un inutile allarmismo e gli impongono di insabbiare completamente la faccenda. Ma il direttore, perlustrando il treno, trova il taccuino su cui Pratt ha scritto i suoi appunti. All’interno c’è la testimonianza del giovane su quanto è successo. Blasi appare turbato e nasconde il taccuino in tasca. In quel momento il telefono avverte il centralino che un nuovo treno è scomparso. Adesso Blasi ha una testimonianza e sa di cosa si tratta, ma non sappiamo se ne farà uso o meno.

Per comprendere a fondo l’interpretazione che Mosquera ha voluto dare al racconto, è importante analizzare, oltre alle scelte già evidenziate, tutte le modifiche che il regista ha apportato al testo: modifiche che si concretizzano nell’eliminazione o nell’aggiunta di elementi e personaggi, nello spostamento –nell’arco della narrazione- di alcuni dei blocchi narrativi, e altro ancora.
Per quanto riguarda la disposizione dei nuclei narrativi di Moebius rispetto al testo di partenza, l’episodio della spiegazione della teoria di Moebius -con tutto l’insieme di reazioni, battute e resistenze che provoca- viene tolto al dialogo iniziale tra Tupelo e White (nel racconto) per essere affrontato durante la riunione notturna nel metrò.
In quel frangente sono presenti diverse persone, ognuna delle quali incarna un preciso ruolo sociale, politico o intellettuale; le loro differenti reazioni rispecchiano la caratterizzazione che Mosquera ha voluto darne. Ad esempio, il responsabile dell’ospedale militare dall’atteggiamento minaccioso e sprezzante o il tecnico della linea, aperto alle novità e disposto ad ascoltare, e così via.
In maniera simile viene trattata anche la questione delle denunce dei passeggeri del treno: dal racconto al film si perdono molti riferimenti -anche diretti- al numero degli scomparsi, all’insistenza dei parenti che reclamano notizie, perfino alle denunce e alle battaglie dell’informazione giornalistica. In Moebius troviamo un accenno brevissimo e quasi sfuggente durante il primo incontro tra Blasi e Pratt, con una conversazione telefonica in cui Blasi finisce perfino con l’accusare una madre di non essere in grado di badare ai propri figli e a ciò che fanno. Poi più niente. Non è difficile percepire il signifi
cato simbolico di questa opzione.

mercoledì 10 giugno 2009

La partita di Moebius è ancora in corso ...

Risultato parziale:

Verdi Ramarro'ssi x(u,v)=\left(1+\frac{v}{2}\cos\frac{u}{2}\right)\cos(u)
Gialli y(u,v)=\left(1+\frac{v}{2}\cos\frac{u}{2}\right)\sin(u)

dove 0\leq u < 2\pi e -1\leq v\leq 1


mercoledì 3 giugno 2009

Partita di Moebius


ATTENZIONE:
SI GIOCA MARTEDI 9 GIUGNO ore 21:00
Centro Eschilo 1

E' indetta la partita di Moebius ovvero la partita infinita sullo stesso campo: tracciando una linea per tutta la lunghezza del campo di Moebius si percorre l'intera superficie senza alcuna interruzione e dopo aver compiuto un giro ci si trova dalla parte opposta, con un secondo giro si torna al punto iniziale, evitando così inutili incitamenti a ruoli di copertura delle punte.

Il camponastro e relativi algoritmi tattici direttamente sulla superificie Arena Eschilo 1.

giovedì 28 maggio 2009

Amarcord dedicato a chi può dire "quel giorno c'ero anch'io" - di Alessandro Fulloni


(E' tutto vero!) Una mattinata dal cielo plumbeo ma dalla temperatura accogliente. Aprile 1984. Chi veleggia nei pressi della quarantina, quella primavera romana ce l'ha stampata nel dna. Sportivamente parlando, una volata mozzafiato compresa tra la vittoria in Coppacampioni del Bancoroma di Larry Wright e quella vigorosa certezza che la Roma di Falcao avrebbe giocato la finale all'Olimpico travolgendo qualunque avversario. Ovunque nella Capitale, un'atmosfera euforica, un senso di sfrontatezza giovanile, gagliardia, l'idea che tutto fosse possibile. 
In quella mattinata plumbea la squadra di calcetto della mia classe, la Va B dell'Arangio Ruiz, all'Eur, sezione sperimentale, s'aggiudicò il torneo scolastico in una memorabile finale giocata contro la Va E, sezione tradizionale. Fu, quella partita, l'ultimo incontro di una trionfale cavalcata che ci vide vincere tutti i match, da quelli del gironcino di qualificazione alle sfide ad eliminazione diretta, compresa la finale. Che io non disputai, relegato in panchina. I miei compagni (alcuni a tutt'oggi tra i miei amici più cari) non mi fecero giocare. Non mi permisero di entrare in campo, nonostante gliel'avessi domandato a raffica, neanche a qualche istante dalla fine, con il risultato di 5 a 3 saldamente in mano nostra. Chiariamo: non che avessero tutti i torti. Il mio amore per il pallone (fortissimo) è sempre stato inversamente proporzionale al talento pedatorio. E nelle «tocche», sin da bimbetto, sono sempre stato l'ultimo a essere scelto. Con questo, qualche merito, seppur indiretto, al raggiungimento della finale lo posso rivendicare comunque. Intanto, in una partita di qualificazione sostituii per un tempo il portiere infortunato, Gianluca Greco, allora imprendibile tennista-sciupafemmine e oggi sposatissimo dipendente Alitalia e vi ho detto tutto... Vabbè, non c'entra niente che fossimo già qualificati matematicamente: in ogni caso vincemmo largamente, mi pare per 8 a 0 e io non presi gol. Nei quarti, poi, giocai per i 5 minuti finali in difesa (anche lì, eravamo sul 4 a 0...) guadagnandomi la pagnotta. Dalla panchina, aggiungo, mai polemizzai per sollecitare più spazio. Il mio merito maggiore però fu di natura prettamente extra-calcistica, quando - con saggezza diplomatica - evitai che venisse rinviata la data della finale, programmata direttamente dal preside Antonio Marando, italianista che si piccava di essere in costante scambio epistolare con Montanelli il quale avrebbe corretto un'edizione della storia d'Italia dopo aver ricevuto una sua segnalazione sull'errata data di una battaglia. Il posticipo per noi sarebbe equivalso a un mezzo disastro. Dovete sapere che la Ve aveva tra i suoi giocatori un fuoriclasse vero, tale Massimo Bisonni, che stava alla pratica calcistica del Ruiz come Platini moltiplicato Van Basten sono stati al pallone mondiale. Qualcosa di stratosferico, insomma. Bisonni era un lungagnone alto e magro dall'aria furbissima, che divideva il tempo tra la squadretta in Promozione in cui militava diciassettenne e l'ippodromo di Tor di Valle dove piazzava solo scommesse vincenti. Dribblava gli avversari seminandoli come una farfalla e ricordo d'averlo visto maramaldeggiare nella partita inaugurale del torneo (onore che toccava alla Ve, i campioni dell'anno precedente) segnando da metà campo con un'incredibile rabona. Se avessero filmato la scena, oggi il video starebbe su Youtube, nella rassegna dei gol più belli. Per noi, Massimo era un incubo. Con lui in campo eravamo certi che le chances di vittoria sarebbero state prossime allo zero e nessuno se la sentiva di marcarlo, sapendo di andare incontro a figuracce. Ma a 3 giorni dalla finale accadde quello che non t'aspetti: Bisonni s'infortunò al piede. Chissà come (la verità esatta non volle mai rivelarla ma sembrava fosse legata a certe storiacce dell'ippodromo) si procurò una botta che lo obbligò a una fasciatura da tenere per almeno 3 settimane. Figurarsi noi che dispiacere... Alla notizia del suo stop fummo così risollevati che qualcuno in classe celiò piuttosto, suggerendo che forse la finale avrei potuto giocarla anch'io. Solo qualche minuto a fine gara naturalmente. Abbacchiatissimi, quelli della Ve ci chiesero un incontro per verificare la possibilità di posticipare la finale, consentendo a Bisonni il rientro. Ovvio che bisognasse stoppare il piano. Al «vertice» risolutivo andai io - ero il rappresentante di classe e avevo l'aria per bene - accompagnato da Marco Barchiesi, tostissimo spinacetense e capitano della squadra, detto il «Cicciopotamo» per le sue dimensioni, diciamo così, tutt'altro che esili. Per convincere gli avversari dell'impossibilità di spostare in avanti la finale inventai una balla sesquipedale. Dissi loro che il rinvio non si poteva fare per decisione del preside, preoccupato perchè se il derby fosse giunto in prossimità degli esami di maturità ci saremmo tutti deconcentrati, a danno degli studi. Quelli della Ve piuttosto perplessi corsero da Marando a chiedere spiegazioni. Coraggiosamente li seguii, terrorizzato dalla figuraccia che avrei rimediato una volta scoperto il mio bluff. Però con sommo stupore m'accorsi che la panzana era colossale al punto tale da convincere anche il preside ad averla pronunciata. «Ma immaginate se Paolo Rossi si fosse infortunato prima di Italia-Germania - fu il rimprovero indirizzato ai nostri avversari piagnucolanti - credete che i tedeschi avrebbero rinviato la finale? No, e traete un insegnamento da questa difficoltà: date il meglio che potete anche senza Bisonni. Ricordate però: prima di tutto viene lo studio». Con questo autorevole viatico, ci accingemmo a disputare la finale. Io in panchina, naturalmente. Senza il fuoriclasse della Ve in campo, la partita si mise subito bene. Arrivammo sul 3 a 1, sicuri di vincere. Loro ebbero un guizzo che li portò sul 3 pari. Noi poi bloccammo il risultato sul 5 a 3. Ricordo come fosse oggi alcuni gesti d'eleganza tecnica di Alberto Sabatini (alcuni li potete vedere nelle foto), il nostro imprendibile Platini, che tirò al volo quasi dalla bandierina del corner un pallone come anni dopo vidi fare solo da Van Basten in Olanda Russia... e Paolo Cavini (il Cabrini della classe, anche per quel «non so che» apprezzato dalle donne) legnare di controbalzo da fuori area il 4 a 3 che se ci riprova 10 mila volta non ci riesce più. Daniele Pezzetta (lo chiamavamo Pezzay... il roccioso stopper della nazionale austriaca nel 1982) insuperabile a presidiare la nostra area. E il 5 a 3 siglato da Paolo Matarrelli, una specie di Gerd Muller costantemente appostato davanti alla porta, che per segnare letteralmente s'avvinghiò a un pallone vagante davanti alla porta capitombolando in rete. A due minuti dal fischio finale, incominciai a mostrarmi a bordo campo... «ehi ci sono anch'io...». Speravo che, come Causio paternamente spedito in campo da Bearzot a 30 secondi dalla festa del Bernabeu, qualcuno s'addolcisse, «massì... un po' di gloria te la sei meritata pure tu...». Invece niente. Implorante, guardai Alberto (che era pure mio compagno di banco...), Daniele, i due Paolo, Gianluca, Luca Roccamo (la coriacea anima della squadra, il Passarella che ci trascinò alla vittoria) e Marco. La risposta che ascoltai fu invariabile: «Si Ale... dope». E quel «dope» - qualcuno lo ricorderà - faceva parte dello slang capitolino dell'epoca, e significava «sta' a sentire: simpaticamente, mai...». Al fischio finale fu la bolgia. La bombonera del Ruiz, spalto sperimentale, invase il campetto. Le ragazze corsero ad abbracciare e a baciare i campioni... Rammento con nitidezza una della Vc - sezione linguistica, tutte donne in gran parte tremendamente gnocche - molto molto bella, una specie di sogno proibito scolastico, che mi si avvicinò, fece per stringermi salvo ritrarsi d'improvviso. E gelida aggiunse: «Mannò, tu mica hai giocato...». E andò a baciare qualcun altro. Fine. Ecco, cari amici e miei indimenticabili compagni di classe e di squadra... se oggi questo revival scritto e fotografico pubblicato qui su Facebook poco poco vi emoziona e vi riporta ai bei tempi andati... beh, un grazie potreste indirizzarmelo. Possibilmente non dope... 

Nb: le spettacolari immagini allegate sono di Andrea Fedeli (Ruiz 1983), altro mio carissimo amico che quel giorno tornò apposta a scuola per fare le foto. Il grazie è estensibile anche a lui, altrimenti di quel giorno non ci resterebbe altro che quanto conserviamo nella memoria...


mercoledì 13 maggio 2009

Calci e sputi e colpi di testa

Lunedi 18 maggio - ore 21:00 - Centro Sportivo La Longarina




Squadra dei Calci:
1) Marco (Por)
2) Natalini
3) Borelli
4) Natale G.
5) Valia
6) Ruggeri
7) Di Giacomo
8) Cinti
9) Asciotino
10) Natale M.
11) Zambuto
12) Martini

Squadra degli Sputi:
1) Fabrizio (Por)
2) Di Mario
3) Ascioti M.
4) Palmieri F.
5) Carnicelli
6) Giovannoni
7) Leotta
8) Gennari
9) Galanti
10) Palmieri A.
11) Maturani
12) Dei 


martedì 12 maggio 2009

Calci e sputi e colpi di testa ...

E' indetta la partita dallo spunto di Paolo Sollier dal titolo "Calci e sputi e colpi di testa". La partita sarà di calcio (campo da 11) al centro sportivo la Longarina e si terrà il giorno 18 maggio 2009 alle ore 21:00.

I non confermati pregasi confermare
Prezzo del campo: euro 240,00.

Sono già confermati:
1) Natale
2) Cinti
3) Borelli
4) Ascioti M.
5) Ascioti L.
6) Ruggeri
7) Palmieri A.
8) Di Giacomo
9) Di Mario
10) Valia
11) Galanti
12) Maturani
13) Zambuto
14) Dei
15) Palmieri F.
16) Leotta

Sono convocati:
17) Esposito (inf.)
18) Natale Marco
19) Paglialunga (Por)
20) Gennari
21) Maturani Fabrizio (Por)
22) Giovannoni Andrea
23) Carnicelli 
24) Gubitosi
25) Palmieri Federico

26) Talucci M.
27) Ortu
28) Martini G.


giovedì 30 aprile 2009

Partita della "Stecca" - Lunedi 4 maggio, ore 21:00 - Arena Eschilo 1

ISCRIZIONI CHIUSE! DISPONIBILITA' SOLO IN LISTA D'ATTESA.

1) Natale
2) Cinti
3) Borelli
4) Ascioti M.
5) Ascioti L.
6) Ruggeri
7) Palmieri A.
8) Esposito
9) Di Mario
10) Valia
11) Galanti
12) Maturani
13) Gubitosi
14) Dei
15) Palmieri F
16) Leotta

-----------------------------------------------------
17) Zambuto (primo degli esclusi) L.d.A
18) Di Giacomo (secondo degli esclusi) L.d.A.



sabato 18 aprile 2009

Lunedi 27/04 - Partita della Fava



lunedì 30 marzo 2009


Comunicato n. 4

Come richiesto dai familiari i N.N.R.R.S. pubblicano la conferma che Leotta è ancora vivo.
I medici, pur violando la legge, sarebbero disposti ad interrompere l'alimentazione artificiale e l'idratazione forzata pur di attuare l'eutanasia involontaria


DRAMMATICO !!!

Dopo la tragica notizia di ieri, i Nuovi Nuclei per i Rama'Ro''Ssi sono tornati a farsi sentire. Sopra un cipressetto di Bolgheri è stata trovata una videocassetta con i filmati che i N.N.R.R.S. hanno mostrato per ventiquattr'ore consecutive a Leotta!!!

Di seguito il comunicato.





N.N.R.R.S.




COMUNICATO N° 2


FATTI E MISFATTI
Il servo Leotta non collabora e questo tende ad aggravare la sua posizione!! Il prigioniero, in buono stato, non ha tuttavia risposto esaurientemente e non ha voluto dar conto dei motivi che lo hanno indotto ad assumere l'atteggiamento anti-LegadelCalciottodeNoantri che il tribunale speciale gli contesta. Si illude sicuramente di trovare una sponda qualsiasi presso i loschi apparati che lo hanno finora coperto, ma noi ribadiamo di NON ESSERE INTENZIONATI A NESSUNA TRATTATIVA SEGRETA!!!
Sul VHS allegato a questo comunicato potete vedere SOLO ALCUNI degli atti di boicottaggio commessi dal servo Leotta.
VIVA LA LEGA DEL CALCIOTTO !!!
BOICOTTA IL BOICOTTAGGIO!!!
ANDREA DEI LIBERO SUBITO!!!!

domenica 29 marzo 2009

RAPITO LEOTTA!!!

ROBERTO LEOTTA E' STATO RAPITO DAI N.N.R.R.S.

IL MINISTERO DELL'INTERNO NE E' CERTO.

Trovato volantino di rivendicazione in un secchio della monnezza a Poltu Quatu: il simbolo dello Scarpino a 6 tacchetti non dà più adito a speranze!

Momenti di tensione nel paese. Riunito il Copasir. Barbara Palombelli vieta le intercettazioni!!


Ormai è certo: Roberto Leotta è nelle mani dei terroristi. Erano parse strane ed ingiustificate le sue assenze al torneo di Calciotto de Noantri, anche se molti si erano ormai abituati alla mancanza dell'asso di Grottaferrata. I Nuovi Nuclei per i Rama'Ro''Ssi si sono fatti vivi e hanno rivendicato il rapimento di Leotta. I terroristi hanno chiaramente espresso la volontà che il loro comunicato fosse pubblicato integralmente e noi, dopo ampio dibattito ed a differenza di tutte le testate nazionali, abbiamo deciso che era il caso di farlo. Di seguito pubblichiamo integralmente il volantino dei N.N.R.R.S e seppur senza incitare ad espisodi così drammatici dobbiamo in parte accogliere le tesi che hanno spinto i terroristi ad agire.




N.N.R .
R.S.


Comunicato N° 1

Il servo del sistema calcistico-capitalistico Roberto Leotta è stato rapito dalla nostra organizzazione ed è ora segregato in uno spogliatoio del popolo, controllato a vista da due secondini, tre terzini, un mediano di spinta, due tornanti e un centromedianometosista. Il rapimento si è reso necessario non appena è stato chiaro che Leotta sarebbe tornato in campo, continuando così la sua opera di disturbo e portando pregiudizio al democratico svolgimento del torneo Sardo-Continentale. Le sue responsabilità per i numerosi infortuni avvenuti durante le partite nelle quali Leotta era presente sono ormai palesi: da quando non partecipa alle partite non si sono più verificati incidenti di nessuna natura. E’ pertanto evidente il carattere oscurantista, antidemocratico e reazionario della sua partecipazione al torneo con la copertura di complici e protettori nazionali e internazionali, di servizi segreti e verosimilmente di apparati deviati interni alla stessa Lega del Calciotto de Noantri. Costoro stiano in campana: questo è solo l’inizio!
La nostra memoria non fa difetto: ricordiamo infatti i gravi e oscuri infortuni subiti dal Pasticcere, da Monterisi, da Gubitosi e da Cinti (1°-2°-3° e 4° infortunio) che sono TUTTI, INVARIABILMENTE avvenuti con la presenza in campo del servo Leotta. Parlare di coincidenza e casualità significa schierarsi con le forze reazionarie e mostrare una connivenza in malafede con questi servi che il Popolo del Calciotto saprà valutare.
Il servo Leotta verrà pertanto sottoposto al giudizio del Tribunale del Lunedì e, in caso di renitenza alla confessione dei suoi misfatti, gli saranno somministrate, pur nel rispetto della Convenzione di Ginevra, dosi massicce di filmati riguardanti:
1) Le sue partite coi Ramarro’Ssi
2) Interviste a Vujadin Boskov in lingua originale
3) Interviste ad Aldo Biscardi senza sottotitoli

L’obbiettivo del sequestro, non è certo quello di ottenere un riscatto per la liberazione del servo Leotta (poiché la nostra Organizzazione è totalmente conscia del fatto che nessuno metterà mai mano al portafogli per riaverlo indietro) quanto ottenere una dichiarazione scritta di suo pugno con la quale chieda di essere completamente escusso dalle liste degli aderenti alla Lega del Calciotto de Noantri alla quale, dopo una iniziale e fattiva collaborazione, ha arrecato esclusivamente danni.

I giornali, collusi anch’essi, stanno cercando di avvalorare l’idea del rapimento a scopo estorsivo, ma noi rigettiamo completamente quest’ottica fascista che tenta di avvalorare l’ipotesi che a muoversi siano stati delinquenti comuni o l’Anonima Sarda (il trasferimento di Panci al Romazzino Galaxy è stato in malafede interpretato dai quotidiani come una punizione inflitta a Panci stesso a causa della sua amicizia col Leotta. Ma noi conosciamo la lucidità, l’abnegazione, lo spessore morale di Panci-Zamorano, che non possiamo che sorridere di fronte a questa grottesca ricostruzione). Pertanto, a mezzo di successivi comunicati daremo conto al Popolo del Calciotto degli esiti del processo senza le distorsioni che la stampa di regime cercherà di dare e proseguiremo nel lavoro processuale fintantoché il Leotta non si attribuirà compitamente la responsabilità dei suoi gesti.
Filtrano, tra l’altro, notizie che ci vorrebbero in trattative segrete con emissari del Ministero dello Sport per la liberazione di Leotta: il popolo, le masse rivoluzionarie e la classe operaia stiano tranquille e fiduciose nel nostro operato perché non si è mai verificata questa evenienza che esce dai canoni della nostra organizzazione, votata esclusivamente al funzionamento della Lega senza accordi segreti o sotterfugi.

Nell’attesa di emanare i comunicati successivi coi quali daremo conto del processo a Leotta,

CHIEDIAMO:
1) la liberazione sine-conditio di Andrea DEI
2) la pubblicazione integrale sul blog del presente comunicato.

N.N.R.R.S. Nuovi Nuclei Rama’Ro’’Ssi

sabato 28 marzo 2009


SCUSA AMERI......INCREDIBILE AL SANT' ELIA......
Quasi in contemporanea con il 1° Memorial Panci, tenutosi lo scorso lunedì, si è svolta al Sant' Elia 2, ad olbia, la prima discesa in campo di Ivan Luis Antonio Zamorano Dos Panci Y Zamora dopo il lungo tira e molla tra la squadra romana e il club sardo.....Serata tiepida con un leggero maestrale che spostava di metri la disposizione delle porte....Ivan...visibilmente emozionato e contratto ha fatto viaggiare la propria squadra e i nuovi compagni con l' organizzazione e la visione di gioco che gli è propria....Parziale della prima uscita del fuoriclasse Italo Cileno indiano rabdomante del gol 8 a 6 con una marcatura in apertura di piatto destro. Partita tirata con diverse palle contese ed un unico grido che si alzava ogni volta..." la palla ha superato COMPLETAMENTE la linea...". Il presidente del Romazzino All star è sembrato notevolmente soddisfatto dell' esito della prima apparizione della squadra e della sua punta di diamante..." abbiamo fatto bene a tenere duro con la squadra degli infratinati per ottenere Zamorano" ha dichiarato laconico a fine gara. Fuori programma una notizia filtrata dagli ambienti aderenti alla Olbia bene denuncia che il Leotta, ormai dato per disperso da parenti e amici, sia in realtà nelle mani della anonima sequestri sarda che stà trattando per la richiesta di un riscatto...?

venerdì 20 marzo 2009

Perché non erano menzogne ...


CLAUDIO GARELLA
LA RIVINCITA DI GARELLIK
«Sono stato un portiere anomalo. Ricordo ciò che disse Italo Allodi, il manager che mi portò al Napoli: "L'importante è parare, non conta come"»

Il portiere che parava con piedi, pancia e chiappe. Claudio Garella, il più originale dei numeri uno. Vinse scudetti in città che mai ne avevano vinto (Verona e Napoli). Fu prescelto da Diego Maradona. Si guadagnò una battuta dell'Avvocato Agnelli, privilegio a non molti riservato: «Garella è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però».
Oggi, il pane è un po' duro. Garella lavora per il Canavese, serie D girone A. Fa l'osservatore, si occupa di mercato. Passione a pacchi, denaro quanto basta per campare.
«Vivo dimenticato - si sfoga -. Il grande calcio si è scordato di me e non so perché. Sono direttore sportivo diplomato a Coverciano e da anni aspetto una telefonata che non arriva. Spiegazioni? Non mi sono inginocchiato davanti a nessuno, non frequento i giri giusti».

Beppe Viola era un giornalista Rai degli anni Settanta, si divertiva a miscelare parole e a lui si deve il primo neologismo dedicato a Claudio. «Garellate», sentenziò Viola una domenica per sottolineare un paio d'errori del nostro, che stava alla Lazio. A Roma sono feroci e in un amen eruttarono l'appellativo: «Paperella!», strillò un laziale, e sembrava l'inizio della fine. Garella, però, restò in alta quota e a Verona convinse un giornalista dell'«Arena» a cambiargli il nome d'arte: «Garellik», scrissero sul giornale locale per lodare certe parate non contemplate dai sacri testi, e cominciò un'altra carriera, così diversa che Diego Maradona convinse Ferlaino presidente del Napoli a prendere Garella. La raccomandazione del «Pibe», altro attestato per pochi.

«Sono stato un portiere anomalo - riconosce il protagonista della storia -, nessun allenatore ha cercato di cambiarmi. Istinto? Non solo, avevo un mio codice. Ricordo ciò che disse Italo Allodi, il manager che mi portò al Napoli: "L'importante è parare, non conta come"».

E Garellik parava. Di piede, come all'oratorio? Embé? Ai ragazzi piaceva perché incarnava il portiere in teoria alla portata di tutti. Le uscite basse erano spettacolari, Claudio allargava le manone avvolte in guanti enormi e poi deviava il pallone con la trippa o la punta di una scarpa o il lembo di un orecchio. Maradona lo testava sulle punizioni, in allenamento: «
Ogni tanto qualcosa prendevo, non so come, e Diego se la rideva. Sono orgoglioso della mia carriera, sono stato il portiere del più grande». 
Un rammarico: mai una presenza in Nazionale. «
A quei tempi la concorrenza era forte. Galli, Zenga, Tancredi. Non so se mi spiego. Oggi c' è Buffon e stop».

Garella gioca ancora, nella 
Wineland, rappresentativa messa su per fare beneficenza e reclamizzare i prodotti enogastronomici dell'Astigiano e del Monferrato, che assieme alle Langhe rappresentano il cuore contadino del Piemonte. E' un po' ingrassato, ma non è che sia mai stato un figurino. Al momento i suoi sono gli orizzonti di un treno interregionale: «Noi del Canavese (squadra di San Giusto, paese vicino a Ivrea, ndr) lottiamo col Savona per la promozione in C2. Siamo secondi in un girone di ferro, con Casale e Alessandria». 
Tutto sommato non c'è da lamentarsi, poco tempo fa Garella era d.s. del Pecetto, Torino, in Promozione. Dategli una chance, cheGarellik se la caverà. A modo suo, è chiaro.


mercoledì 18 marzo 2009

SU DI ME SOLO MENZOGNE!!

COMUNICATO STAMPA

(Riceviamo e pubblichiamo dal dr. Cazzuppio, legale di Graziano Natale)

Gentile Direttore,
ho avuto mandato dal sig. Natale di sporgere querela nei Suoi confronti presso le opportune sedi a seguito dell’articolo “Ridatece Panci e ve damo Leotta” pubblicato sul Suo blog in data 18/03/09 nel quale è evidente la diffamazione che il mio assistito ha subìto. Nel dettaglio:
1) Non corrisponde al vero che il Natale si sia presentato in campo con le sembianze di Claudio Garella, perché, e lo dimostrano le foto dei maggiori quotidiani sportivi, in realtà indossava la tenuta invernale del grande e mai troppo compianto Higuita.
2) Non è vero che abbia “respinto tutto al mittente senza bloccare nulla…” poiché in più occasioni (almeno una decina) ha utilizzato la sua famosa presa a “tenaglia” per raccogliere i palloni finiti oltre le recinzioni del circolo sportivo.
3) E’ vero invece che ha “respinto al mittente le accuse del presidente del Copasir sen. Francesco Rutelli nei confronti di Gioacchino Genchi”. Ma in questa fattispecie, averlo anche semplicemente accostato al sen. Francesco Rutelli e, di conseguenza, alla di lui moglie Barbara Palombelli è stato ritenuto offensivo e lesivo della sua dignità morale, pure se in un contesto in cui il mio assistito ha dimostrato di non avere nulla a che spartire con tali soggetti e anzi di avene criticato l’operato.

Certo che darà il giusto risalto a questa mia nota, ed in attesa di incontrarLa nell’aula di un tribunale a Sua scelta, porgo distinti saluti.
Avv. Erminio Cazzuppio

Ridatece Panci e ve damo Leotta!

E' un coro unanime dai Pirenei agli Urali, dal Don alle sorgenti del Nilo, dalla Terra del Fuoco ai Territori del Nord, dalla Kamchakta al deserto del Gobi o più semplicemente navigando con Google Earth:
 PIATEVE LEOTTA E RIDATECE PANCI!

Cresce la protesta popolare e la proprietà dell'Arena Eschilo 1 minaccia: "Se Leotta si ripresenta chiamiamo i Carabinieri e manderemo a casa di ognuno di voi la Finanza!"

Grande calcio lunedi sera all'Eschilo 1, la prima senza Panci, l'ennesima senza Leotta. La sessione di calcio mercato, resa possibile dalla cessione dello Zamorano della Gallura, ha consentito di acquistare 2 autentici fuoriclasse per ruolo facendo risultare la gara in perfetto equilibrio: Esposito da una parte e Cesarone Curva Sud dall'altra, sono stati vere e proprie rivelazioni e mandati in campo senza un minuto di allenamento con i nuovi compagni. Dinamismo e geometrie per Esposito e centimetri e forza fisica per Cesarone sono stati i trascinatori delle due compagini. Da segnalare i rientri di Cinti e Martini, dopo lunga assenza, preannunciati da schemi e tattiche sopraffini che i loro neuroni trasmettevano troppo velocemente ai palloni, ma che arrivavano ai piedi con la puntualità degli aerei Alitalia prima e dopo il salvataggio oppure il fallimento, a secondo dei punti di vista. Memorabile un tentativo del Cinti di lanciare la palla e saltare l'uomo, ma a rincorrere la sfera erano soltanto gli avanbracci superiori mentre il resto del corpo rimaneva fiducioso a centrocampo. Non meno esilrante Martini che, sulle note di "Trottolino amoroso .... e dudu dadada ...", riusciva a superare 6 avversari con un litro, provvedeva alla piantumazione del rinnovato Centro Sportivo, si riforniva in meno di 7 secondi, cambiava i tacchetti delle scarpe, ripartiva in una nuova ed estenuante serpentina che lo aveva portato allo stadio dei marmi mentre la partita all'Eschilo 1 si inchiodava sul momentaneo 3 a 3.
Mentre Martini saliva sul bus notturno per rientrare dal fuorigioco, si accorgeva che la corsa era limitata a Mattia Battistini e gli veniva comunicato che i verdi Ramarro'rssi avevano terminato la rimonta e si erano portati in vantaggio grazie alla controfigura di Cinti che si era defilato per allacciarsi le scarpe con i filamenti tendinei in eccesso.
Ma i due esordienti poco avrebbero potuto fare se non supportati adeguatamente dalle discese di un Maturani spumentaggiante come la panna chantilly e di un Di Giovanni stellare appena resosi conto che Cinti e Martini potevano essere lasciati al loro destino e dedicarsi meglio a controllare il caterpillar Borrelli che ha dovuto provvedere a riasfaltare la sua fascia non una, non due, non tre, ma ben 19 volte utilizzando come materiale ammortizzante Palmieri Senior e Junior, Ascioti e Di Giacomo utilizzato successivamente anche per puntallare meglio la traversa.
Una menzione a parte merita Natale presentatosi sul set con le sembianze di Garella intepretandone il ruolo alla perfezione: ha respinto tutto al mittente senza bloccare nulla, comprese le accuse del presidente del Copasir, on. Francesco Rutelli, a Gioacchino Genchi.




lunedì 16 marzo 2009

Leotta fuori rosa.

Ultim'ora: è giunto il comunicato della società Verdi Ramarror'ssi che il tesserato Roberto Leotta sarà fuori rosa a tempo indeterminato. La società comunica inoltre che il giocatore verrà anche multato.

mercoledì 11 marzo 2009

Panci, abbracci d'addio?

È stata la grande notte di Panci. All'Eschilo 1 si è giocata Ramarror'ssi-Gialli, vinta 10-8 dagli infratinati grazie all'ennesima magia di Maturani, ma in copertina c'è stato lui, l'oggetto del desiderio dei Ramarri. Quella contro i Gialli potrebbe essere stata l'ultima partita di Panci in maglia verdefosforescente. «Nessuno ha firmato nulla, stiamo ragionando, stiamo ponderando, stiamo pensando. Nessuno ha deciso nulla», le parole di un Minozzi decisamente meno sorridente del solito rispetto alle serate in cui poteva annunciare colpi in entrata e non ragionare su un campione in uscita. «Devo usare la ragione oltre che il cuore e far quadrare i bilanci», la conclusione dell'ad verderamarro, molto simile a quella del presidente Alfredo Stellino che ha praticamente dato il via libera alla cessione: «Molto difficile tenerlo di fronte a certe cifre». Abbiamo seguito la giornata minuto per minuto.

ORE 21.00 
Luis Robèrt Menozzi detto El Tanghero: NON E' L'ULTIMA PARTITA DI PANCI CON I RAMARROR'SSI
ORE 21.10 
BORRELLI: SPERO PANCI RESTI

ORE 21.15 
STELLINO: DEVO FAR QUADRARE I BILANCI

ORE 21.20 
STELLINO: L'AGA KHAN HA VISTO LA PARTITA IN UN BAR DI NUORO 

ORE 21.25 
ASCIOTI: PUO' SUCCEDERE TUTTO

ORE 21.30 
PALMIERI: PANCI DEVE FARE QUELLO CHE VUOLE

ORE 21.35 
PANCI VICINO AL GOL 

ORE 21.40 
OVAZIONI PER PANCI QUANDO TOCCA PALLA

ORE 21.45 
SI VA AL RIPOSO ALL'ESCHILO 1, ANCORA CORI PER PANCI

ORE 22.05 
SEGNA MATURANI E I CORI SONO PER PANCI

ORE 22.07
STELLINO: «TUTTO DA DECIDERE, NON C'E' NESSUN D-DAY»

ORE 22.08 
STRISCIONE DEI TIFOSI: «STIAMO PONDERANDO L'OFFERTA»

ORE 22.10 
IL PASTICCIERE: «TRATTATIVA ANCORA LUNGA»

ORE 22.11 
PANCI SORRIDE

ORE 22.15 
LA CURVA: «NON SI VENDE PANCI»

ORE 22.16 
RAMARRO CHANNEL: «NON E' DETTO CHE SIA L'ULTIMA PARTITA DI PANCI»

ORE 22.20 
NATALE: INFRATINATI, ECCO LA LISTA DELLA SPESA PER IL DOPO PANCI

ORE 22.25
CORI CONTRO I DIRIGENTI VERDERAMARRO

ORE 22.30 
GALANTI: CIFRE IMBARAZZANTI 

ORE 22.32
PANCI DOMANI CON BECKHAM ALLA SFILATA EMPORIO ARMANI

ORE 22.35
MARCOPORTIERE:SPERO CHE RIMANGA

ORE 22.45
PANCI: DIFFICILE TENERE PANCI

ORE 22.30 
FINISCE 10-8 LA PARTITA, PANCI ABBRACCIATO DAI COMPAGNI 


...L' ultima Partita.....

La serata era tiepida e una leggera brezza accarrezzava le maglie e i visi dei giocatori...I volti impassibili e determinati come sempre trasparivano un' insolita inquetitudine.....le mascelle erano tirate e le fronti corrucciate....Non è stata una partita come tutte le altre quella di lunedì scorso nella cornice straordinaria dello stadio monumentale dell' Eschilo sette e mezzo co' la matta riempito fino all' inverosimile...E' stata l' ultima partita di Ivan Luis Antonio Zamorano Dos Panci Y Zamora col fratino verde fluorescente di nylon degli Infratinati. Per rendere omaggio al Van Dick della scarpetta chiodata, come usava chiamarlo il compianto Direttore della Rosea, sono giunti dai quattro angoli della terra i campioni e gli amici di sempre tra i quali; Corso, Suarez, Burnich, Mazzola e la salma riesumata di Sentimenti IV che non è voluto mancare al magico appuntamento. L' estenuante trattativa nella notte tra i dirigenti degli Infratinati e l' aministratore delegato dei Galaxy Romazzino non ha purtroppo portato, come in molti speravano, esiti positivi e la trattativa si è definitivamente arenata. Ma andiamo in cronaca, al grido di "nun lo guardare!!!" gli infratinati iniziavano a macinare gioco cercando di neutralizzare l' influsso ipnotico esercitato dal Marcoportiereavversario detto Otelma per le sue capacità paranormali, che grazie alla divisa da portiere da hockey, alla posizione tenuta tra i pali e ad un antico medaglione caldeo che faceva oscillare all' avvicinarsi delle punte avversarie, rendeva impossibile la realizzazione in gol delle pur tambureggianti azioni della squadra dei fosforescenti....La concentrazione dei giocatori veniva poi spesso interrotta dai cigolii sempre più preoccupanti del Galanti-dal-ginocchio-bionico che planava alle spalle degli avversari esercitando un pressing meccanico estenuante...Alla fine della partita una folla urlante ha applaudito i giocatori e inneggiato " nun te ne annà" all' indirizzo di Zamorano ( tre gol e un paio d' assist spettacolari ) che mesto e triste guadagnava gli spogliatoi. Al nostro cronista che gli ha chiesto come fosse stata questa sua breve ma intensa esperienza a Roma Ivan ha così risposto; " Ho trovato un abiente fantastico, il mister, la squadra i tifosi...Qui lascio una parte del mio cuore...Un' esperienza indimenticabile....e..." e si è allontanato in fretta con un groppo in gola e portandsi una mano agli occhi...visibilmente comosso....Ciao Grande Zamorano...Siamo sicuri che in Gallura ti apprezzeranno e ti ameranno come abbiamo fatto noi.

martedì 10 marzo 2009

EFISIO IVAN PANCI


Non poteva essere una partita come le altre: Ivàn Luìs Antonio Zamorano dos Panci y Zamora y Rodriguez de la Pelota y Navarra de la Sierra Encarnada Conte di Altequilla y Logroño y Santa Marìa Embambolada Alcalde delle terre di Vilarobledo Spampanata e Sbudellatas, Vicario delle contee di Manzanares, Viladecristos, Fuente Limpia, Malagon, Consuegra e Tobarra, Primo Reggente ipotecario in Yunquera de Fossos e Malafangas, in Sangre de los Zifirinos, Gregna Sant’Andrade, Santa Gregna de Fregnones, Bella Gregna (de Carmencita) e Fossos de Malafides, Grande Infante delle reggenze laterali di Salamanca e posteriori di Penadolorosa, Conestabile dei rami inferiori del Guadalquivir e di quelli alti del Rio de Llobregat, Barone delle terre anagrammatiche di Banaberre, Benebarre, Barrabene, Narrabene, Berranene, Nnenerabbe, Nbebberane, Branarane, Bnnnrbaaee, Brananerb, Brebbennaar, Neabbarabn (e altri), Sottovicevisconte della Sierra de Pomodoros, della Sierra de Meranzanas e della Sierra a Foglias Largas, Curopalate e Marchesino dei possedimenti ibridi di Zaragoza, Zarcellona, Zadrìd, Zalamànca, Zamplòna, Zevilla e Zàlaga, Burgravio e Primo Lepore Pro Tempore per la Real Corona delle aree Pirenaiche sopra i 4800 metri e delle falde idriche sotto i 2000 metri, Infante (Fuori Quota) delle proprietà fumose di Belodorado, Frito Panado y Arrosolado en Tierra del Fuego, e, non da ultimo, Margravio del consesso Paniberico per la Vice-Presidenza della Consulta della Commissione del Gruppo di Lavoro per la Definizione e l’Attuazione del Programma di Revisione del Regolamento di Raggruppamento e Riassunto sulla Sintesi delle Conclusioni Finali del documento di snellimento per le pratiche burocratiche, lascia i Ramarro’ssi e torna in Sardegna. La partita vera e propria si riassume in pochi eventi: al 5° del primo tempo Galanti si sbullonava sulla fascia destra e serviva palla all’accorrente Di Jaques-mo che segnava. Tutti correvano ad abbracciare Ivàn Panci. Al diciottesimo, Borelli liberava al tiro Galanti che avvitandosi portava a 2 i Ramarro’ssi, e tutti a festeggiare Ivàn Panci. Un minuto dopo, i Gialli iniziavano a colpire i legni della porta avversaria: Di Mario in particolare scheggiava più volte la traversa che veniva di lì a poco sostituita: grandi effusioni a Ivàn Panci. Al 38°, si sbloccava l’emozionato Ivàn Panci che seminava l’intera squadra avversaria e infilava, senza guardarlo, il portiere avversario: tripudio di folle per Ivàn Panci. Il secondo tempo si apriva coi Gialli in ripresa, giacché il primo tempo era finito, mentre i Ramarro’ssi si attardavano nei festeggiamenti per Ivàn Panci. Ascioti 1 e Ascioti 2 dialogavano con Di Mario (detto Ascioti 3) che non vedeva un brillante Maturani (detto il Non-Ascioti e perciò trascurato dai compagni) libero davanti alla porta: Natale parava in sicurezza e correva a rallegrarsi con Ivàn Panci. Di Jaques-mo intanto mieteva chilometri sulla fascia e Borelli regalava palloni d’oro che gli attaccanti insaccavano nella rete, quella del recinto perimetrale dell’Eschilo. Al 29° Ascioti 1 scalda le chiappe di Borelli che corre ad abbracciare Ivàn Panci, e sul rimbalzo serve palla a Galnti che fissa il risultato sul 10 a 8. Panci fa per rientrare negli spogliatoi, ma viene bloccato dai tifosi in delirio che alzano al cielo un coro osannante: ANTO’, NUN-CE, LASCIA’ – ANTO’, NUN CE, LASCIA’ – ANTO’, NUN CE, LASCIA’….. Poi Ivàn Panci guadagna a fatica gli spogliatoi, e quando esce, nell’enorme sorpresa dei tifosi, è già diventato EFISIO AGATINO MURAS del NURAGHE di Buggerru, primo reggente delle terre di Gallura e Trevixeddu, Conte di Budoni, Putzolu e Saraghinu, Notabile dei sabbioni di Pitritza, Poltu Quatu e …….

giovedì 5 marzo 2009

Galaxy Romazzino: "Iván Luìs Antonio Zamorano dos Panci Y Zamora, torna in Sardegna è felice con noi, non c'è storia"

 Categorico il presidente del club sardo: Panci il 9 marzo, sarà in Sardegna "Abbiamo un accordo, c'è una stretta di mano. Nei Ramarror'ssi ha dimostrato quello che vale"


Il presidente dei Romazzino Galaxy non ha dubbi: il 9 marzo Panci tornerà in Sardegna come da accordi. "Antonio è sotto contratto con il Galaxy e io ho avuto modo di parlare con lui in maniera molto chiara prima che andasse ai Ramarror’ssi. Mi ha detto che è felice di stare qui", ha detto l’Aga Khan in un'intervista al Calciotto de Noantri. 
"Abbiamo un accordo e c'è una stretta di mano e dunque non c'è storia: tornerà qui ai Galaxy". Panci "vuole che i Galaxy migliorino e noi miglioreremo: Antonio non ha nessun motivo per andare via". Il boss dei galaxy si è detto anche felice del rendimento di Panci in maglia Ramarra: le 76 reti segnate in poco meno di due mesi nella Lega Calciotto, dimostra che Panci "è ancora un giocatore di livello mondiale".
 

La dichiarazione segue la ridda di voci e di mezze frasi provenienti dall’Eschilo 1: negli ultimi giorni, i dirigenti Rammarro a cominciare da Roberto Alvarez Menozzi detto El Tanghero, hanno sempre più esplicitamente dichiarato l'intenzione di tenere il centrocampista, seppur trincerandosi dietro frasi del tipo di "è lui a dover decidere". E il giocatore, sicuramente, sta facendo di tutto per farsi apprezzare: si è perfettamente ambientato al punto che ieri si è rivolto all'arbitro in italiano, anziché in dialetto gallurese, rimediando anche un'ammonizione e ha lasciato al di fuori dello spogliatoio e del campo ogni atteggiamento da red carpet (ma questo, chi lo conosceva, dalla Sardegna, lo aveva predetto). E anche tecnicamente, giocando subito e dall'inizio e segnando due splendidi gol ogni 14 minuti.
 
Ieri sera, a fine partita, ha ribadito questo suo atteggiamento più che costruttivo nel suo ruolo part time "Sono felice per le reti, ma l'importante era vincere", aveva detto alla fine della partita, che i Ramarror’ssi hanno pareggiato, contro i Gialli. E, anche riferendosi all’assenza di Leotta, neppure in tribuna, aveva aggiunto: "Tutti sanno quanto ci tengo a giocare per la mia squdra, ma ora devo concentrarmi soprattutto sul mio lavoro ai Ramarror’ssi", aveva detto anche se poi, sull'eventualità della continuazione del rapporto, e sulle voci di un incontro imminente tra il suo procuratore e i dirigenti Ramarri, era stato molto diplomatico: "Non so che cazzo devo fare!!". 


mercoledì 4 marzo 2009


E R O I C I !!!!!
Ancora grande spettacolo al centro sportivo Eschilo, Eschilo1, Eschilo2, Eschilo3 ed Eschilo 7 e mezzo con un altro straordinario capitolo della saga infinita tra gli infratinati ed i casual. Quest' ultimo episodio però, ha avuto una connotazione epica in virtù del fatto che , i soliti recidivi da attacchi febbrili del lunedì a pranzo, hanno lasciato i partecipanti all' evento in numero dispari con conseguente allestimento delle squadre con superiorità numerica.... I casual, a secco di vittorie ormai da decenni, hanno avuto la chance di giocare in sei mentre gli infratinati li fronteggiavano in cinque....Il tutto si è svolto sul campo da calcetto dopo aver scartato seduta stante la proposta , fatta dalla solita corrente stoica del gruppo fautrice dei suicidi di massa, di giocare su un campo regolare da calciotto. Ma andiamo in cronaca, gli infratinati centrano timidamente aspettandosi, quanto prima, di essere surclassati dalla prestanza fisica e dalla superiorità numerica dei casual ed invece eccoli già in vantaggio con un tiro effettuato dal campo da tennis posto dietro al campo da calcetto....Il cielo ci sta dando una mano. Gol che veniva poi bissata dal giovane acquisto del mercato di gennaio degli infratinati, che ha dispensato giocate e gol d' alta scuola, per la soddisfazione del palato sempre raffinato degli spalti gremiti, come al solito, fino all' inverosimile. I casual non tardavano a rientrare in gara e nonostante la prova super del Grazianoportiere accorciavano le distanze con uno scatenato ibrahimovic..2 a 1. Ecco però il terzo gol firmato da Iván Luìs Antonio Zamorano dos Panci Y Zamora, fino a quel momento poco incisivo, che depositava in rete un' angolo proveniente dalla destra. Nonostante l' uomo in più, la squadra dei casual sembrava stordita dagli infratinati che pressavano e rubavano palla in continuazione......E proprio da una palla persa a centrocampo arrivava il 4 a 1. Improvvisamente i casual rientravano in partita e con un parziale di 3 gol raggiungevano faticosamente il pareggio. Gli infratinati presagivano il peggio ma riuscivano, grazie al nuovo acquisto a rimettersi avanti..5 a 4. La partita andava avanti sul binario di parita fino al 6 a 6 quando improvvisamente un azione di pressing fatta da Iván Luìs Antonio Zamorano dos Panci Y Zamora rubava palla sulla 3/4 avversaria, si involava in porta, dribblava il portiere e depositava in fondo al sacco. Il tripudio degli spalti era assordante e poco dopo un lungo lancio trovava ancora Iván Luìs Antonio Zamorano dos Panci Y Zamora appollaiato sotto porta e con una splendida mezza rovesciata al volo trafiggeva l' incolpevole estremo difensore dei casuals...Incredibile ...8 a 6!!!! ma la partita era ancora lunga....e i casual si riportavano sotto riuscendo a pareggiare ma gli infratinati alzavano le barricate e al grido "pressiamoli fin dentro la loro area di rigore" spezzavano il fiato fin dove i polmoni potevano arrivare, inducendo i casual a rinculare spesso indietro a protezione del pareggio!!!! Un pareggio raggiunto grazie ad una clamorosa svista arbitrale.....( Se c' era spalletti in panchina apriti cielo ) in quanto il fallo laterale che aveva dato il via all' azione era stato battuto in maniera irregolare... Ma gli infratinati si dimostravano superiori anche a questo e al fischio finale, ciò che rimaneva di loro, veniva onorato ed applaudito fragorosamente da avversari e pubblico...fermati da un pareggio contestato uscivano dal campo a testa alta....EROICI!!!!

venerdì 20 febbraio 2009

"Un uomo e la sua ossessione" di Antonio Panci

Si è da poco conclusa l' eterna sfida tra gli infratinati e i casuals, ormai ridotti a confrontarsi su un più confortevole campo da calcetto che da calciotto....date le ultime, incomprensibili defezioni avvenute a un ora dall' inizio dell' evento. La partita di ieri non ha però perso lo smalto delle sfide più prestigiose del passato recente ed è stata allietata da una notevole presenza di pubblico femminile particolarmente avvenente e caloroso...( lo sò lo sò...è una cazzata...ma se diciamo così qualcuno in più lo rimediamo per lunedì prossimo...). Passiamo alla cronaca...Fin dalle prime battute si andava delineando quello che sarebbe stato il leit motiv della serata...un uomo....lanciato....verso un ossessione...che non si sarebbe concretizzata...L' infratinato punta di diamante che ha cercato in tutti i modi la via della rete senza tuttavia mai trovarla...Gli infratinati partono subito in maniera scoppiettante anche grazie a due marcature di ottima fattura da parte di Iván Luìs Antonio Zamorano dos Panci Y Zamora ma i casuals sono a rimorchio...parziale 4 a 2...La saracinesca Graziano impedisca ai casuals di riportarsi sotto e gli infratinati allungano 6 a 3...Intanto l' uomo....sempre lanciato...tenta inutilmente la via della rete...provandci anche da calcio d' angolo...lo striscione posto dietro la porta è ormai praticamente distrutto....i casulas ne approfittano e raggiungno il pareggio 6 a 6...ma alla distanza gli infratinati allungano e mettono le mani sulla partita grazie anche ad una fuga in solitario del solito Iván Luìs Antonio Zamorano dos Panci Y Zamora ( 4 reti il suo score...nella media ) che mette il sigillo finale...10 a 6..mentre i giocatori erano sotto la doccia udivano ancora gli improperi dell' uomo che da solo era rimasto in campo e che cercava invano e a porta vuota, di segnare almeno una rete..E' notizia di oggi che il negozio pubblicizzato dallo striscione dietro la porta ha sporto denuncia contro ignoti per la completa distruzione dello striscione stesso.....

mercoledì 11 febbraio 2009

"Evento Belli & Arzilli" del 9 Febbraio 2009"




La squadra degli infratinati ramarrossi soccombe per 13 a 8 dopo una partita 6 contro 6 giocata sul campo da calciotto molto più simile ad una prova di 3000 siepi....La differenza tecnico tattica balza subito all' occhio dalle prime battute con un parziale di 3 a 0..i..ma attenzione...su un calcio d' angolo battuto alla Figo, Ivan dos Panci Y Zamorano stacca imperioso e deposita il pallone in fondo al sacco....Gli infratinati cominciano a credere ad una possibile rimonta ma a metà gara il risultato è 8 a 3...Improvvisamente un cross dalla destra vede ancora una volta, puntuale all' appuntamento col gol, Zamorano che incrocia di testa in maniera imparabile...DAI ce la possiamo fare!!!...a 10 minuti dalla fine, con il risultato ormai compromesso (13 a 7 ) Ivan scattava sul filo dell' offside e ormai in pericolo di trombosi fulminente si presentava.. solo.., o meglio quel che rimaneva di lui si presentava solo, davanti al portiere...lo metteva seduto...e insaccava all' angolino per il definitivo 13 a 8 ..................era la fine 

martedì 3 febbraio 2009

Attacco ai fannulloni

INCAZZOSO COME I CICLOPI, IL MINISTRO DEL CALCIOTTO VA AVANTI NELLA SUA LOTTA ALL'ASSENTEISMO DEI CALCIATORI CON RISULTATI CHE NESSUNO SI ASPETTAVA: + 57% IN MENO A GENNAIO DI QUEST'ANNO RISPETTO AL 2008
Uno pensa: "Ah, se potessi decidere io, ve la farei vedere!". Ecco, Luis Roberrrto Leotta detto "El Micchia" è una vita che pensa, senza aver mai giocato, e dice a voce alta, che se fosse il tecnico della nazionale dei Verdi Ramarror'ssi o Presidente degli Stati Uniti, farebbe questo, quest'altro e quell'altro ancora. Lo ha detto quando in tasca aveva la tessera P2 ed è andato ripetendolo, con la stessa tigna, anche quando si è messo in tasca la tessera "Carta per Due": "Ascioti non si muove e resta qui!".
Veneziano, 94 anni, ordinario di Calcoli e Metafisica all'Università della Carinzia, ha una propensione alla polemica che ha alimentato la sua fama di principe degli attaccabrighe. Da tecnico ha esordito con due mosse shock: Galanti al bancone e Maturani in libreria dichiarando la sua fede per l'interdisciplinarietà e spedendo Dei alla consegna delle raccomandate. Partendo da se stesso e dai suoi principali collaboratori si è spostato prima il legamento rotuleo dalla gamba sinistra alla destra e poi riorganizza la difesa facendo diventare Natale un macellaio e Carnicelli un Santo. "Faccio miracoli. Sono come Padre Pio ..." ha dischiarato scherzando, ma non troppo, quando si è reso conto che le stigmati si sono trasformate in sontuose emorragie.
Conoscendo come le sue tasche il funzionamento degli schemi del calciotto, della psicologia e la classifica pericolosa, Leotta ha giocato di contropiede, utilizzando però due piedi destri, anche sulle ironie e gli inevitabili dileggi aprendo un sito www.innovaziondelletattichedelcalciottodenoantri.com.
La mia politica non è ridurre il numero dei calciatori, ma aumentarne la tecnica e la qualità. Sono un socialista della Lega del Calciotto, quindi un terzino sinistro ed il mio motto è: ottieni il posto in squadra per concorso ... se ci riesci.

martedì 27 gennaio 2009

Non l'avevo mai vista!!!


Il vecchio Franck non aveva mai visto nulla del genere, eppure la sua lunga vita l’aveva portato praticamente in ogni angolo del Far West. Incredulo, quasi disgustato, iniziò a raccontare con la sua voce stridula… “mi ricordo –disse- di quando a Winnemucca nel Nebraska il reverendo George fece fuggire il bandito Josemhite, a calci in culo, evitando che rapinasse la vecchia Ashton. E ricordo perfettamente che prese a calci in culo anche il cavallo di Josemhite ché non voleva andarsene. Mi ricordo di quando Erick la cavalletta si scolò una bottiglia di whisky senza pagare e fu rincorso dallo sceriffo Sullivan: Erick saltò dalla balaustra del saloon di O’Leary, a Sacramento, e atterrò a Roseville, trenta miglia a nord-ovest… ma questa non l’avevo mai vista… C’ero anche quella volta, a Pueblo, quando arrivò Sally dalle gambetoste con tutte le sue amiche: Nina, Gina, Pina, Lina, Mina…Rina, Dina…e… -e qui il vecchio Franck si commosse- …Cina…la ragazza orientale… beh, nessuno nel raggio di venticinque miglia andò più a lavorare per una settimana. Bei tempi –disse, e sputò sul tronco- bei tempi… Guardò verso il tramonto, quasi si commosse e riprese… Bei tempi quelli di Mama Daisy… sapeva cucinare come poche donne… in un modo o nell’altro, io e Freddie lo svelto, riuscivamo sempre a farci invitare a cena da Mama Daisy, a Santa Fè, e poi con la scusa che s’era fatto tardi restavamo lì a dormire e provavamo a… fu veramente una brutta nottata quando ci accorgemmo che Mama Daisy si chiamava Patrick O’Brian e ci randellò di santa ragione. Franck sputò sul muro, arricciò gli occhi contro il sole, e sputò sullo sputo sul muro e lo centrò e disse: ma questa non l’avevo mai vista… Poi riprese, più stridulo di prima… “c’ero anche a Topeka… sissignore, c’ero anche lì e vidi coi miei occhi la famosa rapina alla Banca Allstorm…quella del bandito Gerry il roscio…che storia quella: Gerry e i suoi compari da diversi mesi stavano cercando di sistemare la faccenda, in paese non si parlava d’altro; ma per un motivo o per l’altro la banca restava lì, illibata come mia sorella Gisèle, che Dio l’abbia in gloria; eeh! Gerry le provò tutte: con le pistole, col mitragliatore, con la dinamite ma la banca resisteva. Allora provò a rastrellare le azioni della banca, poi lanciò un’OPA amichevole ma venne rifiutata da Allstorm in persona… non c’era nulla da fare, finché un giorno ebbe l’idea vincente: comprò il terreno intorno alla banca, lo recintò e ci riversò la sua mandria di ventisettemila mucche… dopo tre giorni Allstorm personalmente consegnò le chiavi della banca a Gerry, che ne divenne il nuovo presidente. Bei tempi, maledettamente belli -disse il vecchio Franck e si sputò su uno stivale- ne succedevano di tutti i colori, ma questa… proprio non l’avevo mai vista… Solo allora osai chiedere al vecchio Franck a cosa alludesse. Lui mi guardò di sbieco per due lunghi minuti, il tempo non passava mai e reggevo a fatica il suo sguardo. Si scolò il whisky e s’accese un mozzicone, mi riguardò con malcelato disprezzo e sputò tre-quattro volte e poi, con lo sguardo perso nel vuoto, a mezza voce, disse “Una tripletta di Andrea Dei, giovanotto… non l’avevo mai vista…!!

domenica 25 gennaio 2009

Risultato sondaggio


sabato 24 gennaio 2009

Tourné in Karahorum, Kashmir and Ladakh

I Verdi Ramarro'ssi accettano l'invito della lega dell'Indian Himalaya Calciotto
Dal nostro corrispondente nello Zanskar, Garry Weare
Over the last decade so many teams have extended their training programs from Nepal to the Indian Himalaya. The Indian Himalaya Calciotto League have a file of recommended organisations to invite. Points to bear in mind when considering your team include its experience in football trips to India. You could of course try to bypass the overseas travel agents and deal directly with the local team. This can be done by writing to the Indian Himalaya Calciotto League who willbe able to supply you with the matches you have scheduled.
You must, however, be aware of the problems of dealing with a culture and tattics that are vastly different from that of the West.
Clothing considerations differ widely from match to match: in all mountain areas you should be prepared for inclement weather. If someone of you playing exclusively in India, a local tailor can make up a pair of shorts and comfortable long trousers in an afternoon.
To help you, consider the follow checklist:
  1. walking boots
  2. jacket
  3. down vest
  4. whool shirt or pullover
  5. breeches
  6. over trousers
  7. shorts
  8. shirts
  9. termal underwear
  10. gloves
  11. socks
  12. sandshoes
  13. sunheat
  14. snow gaiters
  15. sunglasses
  16. water bottle
  17. swiss army knife
  18. first aid kit
  19. torch
  20. sleeping bag (for the overtime)

Also you have to consder any healt problems:

  1. Respiratory problems
  2. sinusitis
  3. bronchitis
  4. pneumonia
  5. cardio-pulmonary resuscitation
  6. head and spinal injury
  7. fratcures
  8. skeletal problems
  9. Sahib's knee
  10. lacerations
  11. vomiting
  12. shock
  13. death

In case of point 13, don't panic and don't shake the player or shout at them: clear airway, try mouth-to-mouth and the least but not the last ... heart massage!

martedì 20 gennaio 2009

Supremi!


19 gennaio 2009

Ramarro’ssi
CINTI I°
NATÂO
LEONZIO
BORETTI II°
DE JACOMO
ASCIOTIÑO
VALIÑO
TALUSSI
Gialli
MARCAO
ASCIOTO SENIOR
ANDRA DE DEUS
GEOVANI MARINO
ANTON PANCI
VALDEMAR PANCI
MATURAÑO
FABIO PALMIEU

All’annuncio delle formazioni ovazione: non sarebbe stata una partita normale. La numerosissima presenza di sudamericani garantiva spettacolo. In più, a dar pepe alla serata, ambo gli allenatori hanno schierato qualche esordiente per ringiovanire le squadre, passate così da 48 anni a 47 anni e 11 mesi di età media. Su tutti Valiño, vero nome Artur Antunez Coimbra Sflambado Carnival, schierato al centro della difesa dei Ramarro’ssi fin dal primo minuto. Ma non hanno sfigurato neanche Asciotiño, Valdemar e Anton Panci, meglio noti come il “duo Panci”, né tantomeno Boretti II° in sostituzione di Boretti I°, cioè se stesso, appiedato dall’omonimo per motivi di gelosia, e infine menzione speciale anche per Talussi, l’oriundo esordiente in prestito dal Bioetico di Montevideo. Guardinghe, le squadre hanno atteso i primi settantacinque minuti, studiando le rispettive tattiche. Poi, un finale coi fuochi d’artificio. Al 76esimo Asciotiño fugge sulla sinistra a bordo di un sidecar, tallonato inutilmente da Geovani Mariño su Cagiva: ne sorte un cross perfetto per Cinti I° che ribadisce in rete. La reazione dei gialli è rabbiosa: prima Valdemar Panci e poi Anton Panci colpiscono il palo ma a sorpresa il raddoppio dei Ramarro’ssi: Valiño, ispirato da non si sa cosa, lancia in verticale per Leonzio, che al volo scavalca Ascioto Senior e allarga verso l’accorrente Talussi, su Honda modificata. Talussi alza lo sguardo, schiva un palo, becca una multa ma riesce a passare palla a Boretti II° che la fraseggia tra se e se fino a deliziare la platea con una parabola perfetta che raggiunge il sornione De Jacomo: questi per un attimo è smarrito, poiché la parabola di Boretti II° è arrivata, ma la palla ancora no. Senza perdersi d’animo De Jacomo Cunctator temporeggia e alla fine della parabola arpiona il pallone per appoggiarlo alle spalle di un incolpevole Marcăo: 2 a 0 e palla al centro. Ma si ribatte perché non sta proprio al centro. I gialli, all’84esimo, accorciano le distanze su azione fortuita, frutto di una quarantina di rimpalli sporchi, taluni vergognosamente sporchi, che conducono la palla sfatta in rete. Neanche il tempo di centrare che c’è il pareggio: i Ramarro’ssi, in un accesso di altruismo, si eclissano per cinque minuti dalla partita e i Gialli sfruttano la superiorità numerica: 2 a 2 e siamo all’89esimo. Valiño suona la carica: si smonta la caviglia dolorante e la sventaglia come una mazza da golf sul pallone, riceve Talussi che di testa allarga a Cinti I° e da lì, di prima, al Don Lurio dei Castelli, Leonzio, che in tuffo plastico smarca De Jacomo che fa velo per Asciotiño, che fa velo per Boretti II°, che fa velo a suo favore, recupera la palla e crossa perfidamente con un effetto sminchiarello che sorpassa il portiere; la palla s’avvita su se stessa, il tempo si fermaaaa, gli aaattttimiiii scorrrrrooonooo aallaaa moooovioooolaaaa, ee la paaallllaaa vìììììraaaa veersoooo laa poooorta eeee balzellaaaandoooo tooocccaaa laaa traaaveeersaaa, poooooi illll paaaaloooo iiiindiiii suuuuperaaaaa laaaa liiineeaaaa diii pooooorta ed è reeeeteeee!!!! L’arbitro non convalida ma i Ramarro’ssi festeggiano, anche i Gialli si lasciano andare all’euforia e implicitamente convalidano la rete. Sulle successive proteste l’arbitro non può nulla, il 3 a 2 è definitivo e finalmente parte la caccia all’uomo. A occhio e croce si ritiene che ci siano almeno 1200 contusi, ma nella bolgia e nella fanga alcuni sono spariti…


“La Fanga infanga
Insino all’anca
O putrida terraglia che ci avvolge
E idra è bruna
E arsa è bianca…”

Così, sulle parole del grande poeta Seppione da Granata, e sulle note della composizione per archi ed elicotteri del grande Stockhausen, si è aperta la stagione 2009 del calciottodenoantri. L’evento ha attirato circa 1.500.000 di persone, ma tante altre non hanno partecipato: molte perché invitate all’election day di Obama, che si svolge in queste ore, ma la maggior parte perché non gliene fregava un cazzo. Per l’occasione il centro sportivo Eschilo 1 si è dotato di nuove cabine spogliatoio di quarta generazione: il riscaldamento interno deriva dalla raccolta dei fumi di scarico delle caldaie e delle autovetture parcheggiate fuori, così da garantire una temperatura interna di oltre 35 gradi e una rapida evacuazione dei calciatori per evitare l’intossicazione; docce a getto asincrono, va-viene-va, che tolgono fino al 47% di zella in più dalla pelle ed oltre il 53% in più di pelle dalla zella; armadi a scomparsa (difatti nessuno li ha visti); l’illuminazione, secondo i dettami più moderni di bio-architettura, è ottenuta dal metano delle puzzette dei calciatori convogliate in una specifica dinamo; il bidet è del tipo a cannula di caucciù con grate a scolo differenziale e raccolta organica, ed è posto all’esterno degli spogliatoi per salvaguardare la privacy e fertilizzare i prati sintetici. Anche sul terreno di gioco molte novità: sono stati apposti numerosi strati di fango per aumentare lo spettacolo. Sulla fascia sinistra le analisi hanno appurato la presenza del sacro limo del Nilo e di quando in quando affioravano teschi di faraona e geroglifici in stampatello; sulla fascia destra si sono rinvenute tracce di mota del Gange e corna di vacche sacre, ma anche un vecchio fachiro intento col piffero a far drizzare il suo serpente, o forse è col serpente che voleva far alzare il suo piffero…??.. Per tutto il resto della superficie si è sversata la sabbia che il Tevere ha deposto dopo la tracimazione a Ponte di Nona, ma poiché non ancora filtrata, il campo era quasi impraticabile a causa delle ramaglie e di qualche tronco; su una delle due porte inoltre si trovavano ancora incagliati due barconi, lo “Zeus IV” e il “Sandoka” (senza la n) di proprietà di Ercole e Attilio. In questa favorevole situazione, l’arbitro ha dato il via alla partita inaugurale, non senza osservare un minuto di raccoglimento per il papà di uno de noantri.

I Ramarror'ssi verso il fallimento

Assegni scoperti ai giocatori
Procuratori in Lega
Entro il 23 deve iscriversi alla partita
Si complica sempre di più la vicenda dei Ramarror'ssi, ora l'ipotesi di fallimento della società palocchina è sempre più probabile, così come il sogno di rivedere il calciotto di vertice in campo all'Arena Eschilo 1 anche nella prossima stagione. La situazione in stallo da mesi ha subìto un peggioramento dopo che gli assegni consegnati e versati dal Presidente Luis Menozzi detto El Tanghero e presentati all'incasso dai giocatori sarebbero risultati non coperti. E' l'ennesima puntata di una crisi scoppiata a fine novembre, quando i giocatori resero pubblici i mancati pagamenti degli stipendi.
"La situazione è molto dura" dice Talucci "Il Pasticciere è a casa in convalescenza e deve prima di tutto risolvere i problemi di salute".
Più incisivo Valia che afferma "... l'unica possibilità è che intervenga qualcuno a prendere i diritti". Il termine per la cessione dei diritti scade il 22 gennaio, ma per poterlo fare serve la liberatoria di tutti gli atleti e, come si sa, Maturani risulta smarrito come pacco n.ro 899-025-2365-146-0379 nello Yemen del Sud (vedi articolo di sotto, ndr).
Molto pesanti invece le dichiarazioni di Ascioti, riprese dai siti russi, bulgari e polacchi: "La responsabilità è di Carnicelli che si oppose all'applicazione della nuova regola sugli stranieri". Nessuna conferma ufficiale da Palmieri che si trincera dietro un "I HAVE A DREAM ...". Quale sia non è dato a sapersi.
Nella confusione totale Leotta, 27 anni, uno dei più grandi stalloni di tutti i tempi, ha annnciato di ritirarsi dall'attività a causa di problemi di fertilità. La sua influenza sul gioco moderno è stata fondamentale e molti dei suoi figli, fra i quali Dei e tutti i Panci hanno un grandissimo successo.

Maturani dice NO al Al-Ittihad!!

Maturani ragiona con il cuore e rifiuta l'ingaggio dei Al-Ittihad come Tea-Person più pagato della storia
Berlusconi non lo ha chiamato per farlo decidere serenamente ed in solitudine nelle segrete di Castel Sant'angelo
Poteva e doveva essere la sua ultima partita con i Ramarror'ssi. Per il suo trasferimento verso il Golfo Persico i bookmakers inglesi non accettavano più scommesse, ma al momento di imbarcarsi sull'aereo il colpo di scena: Maturani abbandona infuriato il check-in della Nuova Compagnia Aerea Italiana. Sarà lui stesso, poco dopo, a far chiarezza sul mistero. Intanto tutte le agenzie battevano la notizia che Maturani aveva il passaporto scaduto oppure non rientrava nel decreto per la sicurezza sulle espulsioni per chi non era in regola con il permesso di soggiorno.
Ai microfoni di Al-Jazzera dirà: "Niente di tutto ciò. La nuova Alitalia era in overbooking sulla tratta Lido Centro-Terracina e non ho potuto raggiungere Lampedusa via mare da Ventotene, dove i pirati libici mi avrebbero consegnato ad una tribù di beduini che mi avrebbero scambiato con dei monaci buddisti rapiti il secolo scorso dai ribelli del Ciad, che a loro volta mi avrebbero consegnato ai signori della guerra di Mogadiscio per essere arruolato tra le Tigri Tamil; ceduto ad un'asta immobiliare sarei poi arrivato nello Yemen del Sud e da lì, preso in giacenza da Poste Italiane, sarei stato spedito comodamente con Pacco Celere 3 con codice 899-025-2365-146-0379 per risultare smarrito. Purtroppo la clausola di rescissione prevedeva l'annullamento del contratto in caso di nebbia a Linate o per qualsiasi altra cazzata che veniva in mente all'Emiro. Ma sono convinto che la scelta di restare sia stata quella giusta per ripagare i tifosi di tanto affet......"
Sono state queste le ultime parole di Maturani lapidato dall'affetto dei suoi tifosi che gli hanno chiesto di rimanere per sempre lì se non fosse partito.
20/01/09 Il Calciotto de Noantri

venerdì 16 gennaio 2009

Si gioca ... anche se piovono sassi!

I convocati confermati si dovranno presentare al

Centro Eschilo 1
Via Eschilo 85 - Axa

Alle ore 20:45

Inizio partita: ore 21:00
Termine partita: ore 22:30

E' consigliato il consueto abbigliamento mari e monti




lunedì 12 gennaio 2009

Campo impraticabile partita rinviata




Causa neve mista a pioggia campo reso impraticabile.




Incontro reinviato a Lunedì 19 Gennaio

venerdì 9 gennaio 2009

LUNEDI 12 GENNAIO

Si giuoca Lunedì 12 Gennaro dalle 21e30 alle 23,00 al circolo Eschilo 1 - Via Eschilo 85 - Axa - Roma - Italia
Previsioni del tempo: COPRITEVI BENE!!

lunedì 5 gennaio 2009



Un Poeta un'anarchico del calcio degli anni 60, un Maradona Italiano degli anni 60: 

la vita della farfalla
Calciatore-artista. 
La domenica sera dopo la partita dipingeva e dovunque avesse giocato riprendeva la sua Rolls Royce ( una vecchia balilla ristrutturata ) e con un mangianastri tornava a casa ascoltando la musica dei Beatles
Impossibile imbrigliare Gigi Meroni in unica definizione. Impossibile portare dentro schemi precisi un personaggio così multiforme, 4 anni della storia del calcio Italiano " il vero calcio ". Il vecchio Nereo Rocco aveva detto che a 25 anni avrebbe raggiunto la sua maturità calcistica ..........purtroppo morì a 24 anni .
Giocatore granata di quel Toro gagliardo e sanguigno alla richiesta di Edmondo Fabbri allora allenatore della Nazionale " Se ti tagli barba e capelli la maglia numero 7 è la tua " rispose che il calcio non poteva portargli via anche quella parte di scelte private .
Un grande , una parte del sessantotto 

martedì 23 dicembre 2008

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Vi informo che all'uscita dagli spogliatoi dell'Eschilo 1, alcuni calciatori hanno lasciato degli oggetti personali. Tali oggetti, qualora non ritirati dai legittimi possessori entro 15 giorni, verranno esposti in Piazza del Popolo con la gigantografia del proprietario. Si tratta di:

1) Un paio di scarpe Bikke-Bokke a stivaletto con pianta larghissima. Il destro è un 43, il sinistro un 46. Sono laccate rosse, col mezzo tacco e una fibbietta nera a papillon sul lato interno. La zip è esterna e la punta è galvanizzata bianca. Presunto possessore: Leotta Roberto.

2) Un paio di occhiali di profondità, con mirino incorporato e sbrinatori. La montatura è in silicone viola. Le lenti sono in gabardin microforato. Presunto possessore: Maturani Sandro.

3) Un panino con la soppressata. Si compone di una pagnotta casareccia (del diametro di 48 cm ed uno spessore al centro di 13 cm, ben abbrustolita sui lati, a mollica densa) e di una soppressata calabra, monoblocco, con grado di piccantezza 13, che lascia presumere una concentrazione di peperoncino pari al 63%. Presunto possessore: Ascioti Massimo.

4) Una collezione completa di "Lialà", 12 tomi di "Sapere - L'enciclopedìa dei Ragazzi" scaduta da circa 11 anni, svariati tomi di letteratura mongola e un manuale delle giovani marmotte del 1996. Il tutto insiste su una scaffalatura in faggio svaporato, leccato al forno. Presunto possessore: Galanti Massimo.

5) Un corsetto "Sexy di notte-Trendy di giorno" da dandy, in raso rosa, con cuciture retroflesse per rendere più graffiante il contatto col partner. Di notte diventa fosforescente sul popò e si illumina davanti... Presunto possessore: Gubitosi Mario.

6) Parrucca riccia biondo-platino, double-face. L'interno è in velcro a doppia presa, antisgrippolo, e può essere utilizzato per ancorarsi ai campi di gioco in erba sintetica nel ruolo di pivot. L'esterno, in canapa indiana, pettinata ma arricciata, può anche essere fumato al calumet. Presunto possessore: Dei Andrea.

7) Cappellino in lana grossolana ricamato a mano a punto sellaio o AMF (Dal nome della donna che lo esegue).È un punto ornamentale formato dall'alternarsi di un cucirino sui due lati del tessuto. La formazione del punto è stata meccanizzata tramite una donna velocissima chiamata AMF che lavora con un ago a doppia punta libero e due barre ago (una inferiore ed una superiore) che si scambiano l'ago ad ogni passaggio, per un totale di tre mani lavoratrici. Questa donna ha la particolarità di lavorare a gugliate di filo, risultando molto lenta e pallosa. Colore giallo e verde con cuciture blu. Presunto possessore: Palmieri Fabio.

Il resto, una lonza, tre carciofi alla giudìa, una mutanda Parkinson con vibrisse incorporate, un paio di guanti bianchi in pelle di sintesi, un parabrezza acrilico auto-oscurante e un mazzo di grimaldelli universali per cassaforte-caveau, di incerta attribuzione, sono stati lasciati in loco, al vaglio delle autorità.

domenica 21 dicembre 2008

ORARIO PARTITA LUNEDI' 22 DICEMBRE

SI GIOCA ALLE ORE 21,00 AL CENTRO SPORTIVO ESCHILO UNO - LOCALITA' AXA

giovedì 18 dicembre 2008

Il Banco Vince!

Maturani sconfitto di misura dal campo impraticabile
Capitola al 93' per autogol dopo aver dominato per tutta la partita
Verrà ricordato come l'eroe delle esondazioni, la diga dell'alluvione, l'idrovora di Dragoncello, la rana dei canali di scolo.
Si era capito fin dal suo arrivo a bordo della panda equipaggiata motore Jhonson 6cv 4 tempi, che nulla lo avrebbe fermato. Non guarda in faccia nessuno Maturani, concentrato e tosto come mai l'avevamo visto dall'inizio del campionato: apre il finestrino del mezzo anfibio della protezione civile e si fa largo tra i flutti, con un'apnea di 15',44" scende negli spogliatoi ed indossa a tempo di record le pettorine Gav Parka Technisub taglia xl + erogatori e manometro FX PRO Cressi Sub. Durante la risalita viene abilitato al comando di navi da diporto e gli viene conferito il titolo di Capitano. Non perde tempo e subito lascia il segno indelebile sulla serata rinominando i Ramarro'ssi in "La Perla Nera di Sandro Sparrow" e a colpi di remi stringe d'assedio il Golfo di Gaeta che nel frattempo è risalito fino a Volterra. Cannoneggia incessantemente gli avversari per tutto il primo tempo, ma alla ripresa, per un banale errore di montaggio si trova sul vascello degli "ammutinati del Bounty" in acque sempre più pericolose. "La paura è la mia arma migliore" dichiarerà a più riprese implorando di non essere gettato in pasto ai pescecani.
Trovando poi il leggendario passaggio a nord-ovest per l'innalzamento degli oceani, arrivati fino ai confini della costellazione di Orione, cavalca impavido la gigante rossa Betelgeuse, approfitta del tunnel spazio-temporale della relatività generale e della meccanica quantistica e si piazza al centro della difesa per infrangere una ripartenza dell'onda anomala equipaggiato questa volta con una MARES Muta semi stagna ISOTHERM DELUXE Uomo, sistema a doppia guarnizione DSS, Idrorepellente, ultraflessibile, Cerniera stagna posteriore SuperSeal TIZIP: un nuovo concetto che evolve ulteriormente la ben nota muta Isotherm: il nuovo design di IsothermDeluxe presenta un taglio anatomico preformato per la massima libertà di movimento. Peso piùridotto, piacevole sensazione di morbidezza sulla pelle e grande elasticità. Ogni logo è realizzato mediante un processo di stampaggio liquido per un look moderno e raffi nato. Il posizionamento strategico dei pannelli superelastici aumenta la fl essibilità della muta nelle aree critiche.
Viene arrestato e processato per direttissima per il reato di pubblicità occulta, ma evade sempre grazie al controllo della fisica e della relatività ristretta (a causa della pioggia) ed ad un perfetto stop a seguire più lungo della storia del calcio: lo inizia alle 22:37 del 15/12/08 al Centro Eschilo 2 e lo termina 22 gg. dopo all'ingresso del tunnel della Manica.
Per l'occasione indossa SEAC SUB - S-Dry Flex500 Man, monopezzo lungo, cappuccio separato incluso, 6,5 mm in neopreme acquistata usata e umida ad un'asta su eBay. Con due bracciate torna al Centro Eschilo 2, ma l'ennesima onda di piena dei canali di scolo lo travolge e lo spinge nella propria rete. Incredibile AUTOGOL! Il banco vince.

mercoledì 17 dicembre 2008

ATTENZIO'

LUNEDI' 22 DICEMBRE SI GIOCA!!! CAMPO E ORARIO DA DEFINIRE, MA SI GIOCA.
Carissimi, sò bene la sofferenza, il dolore, i crampi che vi hanno attanagliato lunedì scorso quando è giunta la comunicazione che non si sarebbe giocato!! Eppure, eppure, c'è stato chi, senza demotivarsi, ha tentato ugualmente... Il grande, l'immenso, l'incomparabile Sandro Maturani, munito di apposita piròga, giubbotto salvagente e pistola lanciarazzi, si è prodotto in una performance di cui tutti (e dico tutti!!) dobbiamo essergli grati! Lui è arrivato!! Nonostante la piena dei canali consortili, nonostante i fiumi d'acqua, impavido sotto a fulmini e saette, incurante del pericolo, Lui è arrivato al campo!!! Nulla toglie al merito di questo gagliardo atleta che dopo cinque minuti, vista l'impraticabilità del campo e consultato l'arbitro, Egli abbia abbandonato il centro sportivo. Nulla toglie al Suo valore il fatto che Egli abbia poi imprecato schiere di santi e zeffirini e arcangeli, e abbia maledetto me, supplicando Satana che giacessi all'infinito nel calderone infernale per non averlo tempestivamente avvisato... Egli è giunto, e... ha vinto!! Per tutti noi!!! Come giusta ricompensa per Sandro prego tutti di Voi di partecipare al sondaggio di questa settimana e di prenotarVi tempestivamente per lunedì prossimo!

sabato 13 dicembre 2008

PARTITA LUNEDI' 15 DICEMBRE

SI GIOCA ALLE ORE 21,00 PRESSO IL CENTRO ESCHILO 2. Accorrete numerosi.

venerdì 5 dicembre 2008

Johan Cruijff

mercoledì 3 dicembre 2008

60° ANNIVERSARIO


60° ANNIVERSARIO DELLA “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO DI CALCIOTTO AMATORIALE”

In occasione del sessantenario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo di Calciotto Amatoriale, la nostra testata ha deciso di divulgare per intero il contenuto della Dichiarazione. Tuttavia, vista la cospicua mole del numero di articoli che la compongono si è resa necessaria una scelta editoriale drammatica: la pubblicazione sarà frazionata, ovvero proposta alla lettura con cadenza settimanale. Dopo approfondita analisi e notevole dibattito in redazione, inoltre, ha prevalso l’idea di iniziare la pubblicazione partendo dall’inizio. Seguiranno, nelle puntate future, gli articoli, prima quelli dispari e poi quelli pari e/o viceversa, per non annoiare il lettore e dar luogo ad una lettura meno superficiale. Buona lettura!

PROLOGO
La Dichiarazione Universale di Diritti dell’Uomo di Calciotto Amatoriale (d’ora in poi denominata AFHRUD: Amatorial Football/eight Human Rights Universal Declaration) , è stata redatta in contemporanea con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
(http://it.wikisource.org/wiki/Dichiarazione_Universale_dei_Diritti_dell%27Uomo) e ne fa parte integrante. Adottata a maggioranza assoluta dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, tra il primo ed il secondo tempo supplementare, essa rappresenta il documento di riferimento per tutte le Federazioni di Calciotto mondiali, in tempo di Pace. In tempo di Guerra, le Federazioni di Calciotto dei singoli stati nazionali sono state lasciate libere, dal Legislatore, di adottare i Trattati Bellici di Pallacorda ovvero le Risoluzioni ai Conflitti redatte da Erwin Rommel, la Volpe del deserto.

IMPLEMENTAZIONE
La AFHRUD è stata implementata nel corso degli anni fino a trovare stesura definitiva e vigente nella AFHRUD-DN. Si tratta dello stesso identico documento ma rivisitato e ripunteggiato da noantri, da cui deriva la variazione della sigla identificativa. L’intervento di aggiornamento ai tempi odierni è stato reso necessario vuoi dalla recente scomparsa dei palloni fatti di carta ammalloppata o di stracci, vuoi dall’evoluzione del fondo dei terreni di giuoco (passati in brevissimi anni dalla terra nera con radiche, alla pozzolana, agli asfalti sgretonati, al cemento grezzo e infine ai fondi sintetici), vuoi infine dalla crescente consapevolezza dei giocatori di calcetto amatoriale della possibilità di incorrere nei reati previsti dai codici penali sotto al titolo DELITTI CONTRA ADVERSARIOS.

FONTI E ISPIRAZIONI
La AFHRUD-DN, ha tratto ispirazione dal dibattito che, sviluppatosi dall’antica scuola greca dei Palleggiatori è arrivato fino ai tempi nostri, culminando nelle celebri “Riflessioni in Rovesciata” del filosofo tedesco Hans-Uve Seeler, ma pur sempre passando attraverso il contributo degli studiosi Latini (Decio Minuto Regolare e Sesto Minuto Suplementare, nonché Lucio Appio Traversa ) di quelli medievali (Platìno in primis e tutta la scuola aristotèlica di Ignazio da Wembley e Gilberto da Tackle) dei rinascimentali neoplatonici (Valerio Spadone e Sulfaro Portiero) della scuola ibericoportoghese (Eusebio di Fatima, Alonso de Fascia, Gilbèrto, Eribèrto, Ernèrto, Giùèrto, Marcèrto, Riflèrto, Fallaô, Puniciaô e Paraô), e giovandosi ulteriormente del contributo dei pensatori italici tardo-rinascimentali, come Masozzo Randellatore, Furìn Benetti, i fratelli Bellugi (Uto e Udo), Tonino Carino da Ascoli. Altresì va riconosciuta fondamentale importanza ad alcune opere sfuse prodotte da illustri pensatori: “Esegesi del tacchetto in panza” di Joaquìn Peirò, “Il Tunnel Retroflesso” di Evaristo Beckam-Lossi, “Salto, dunque paro!” scritto a otto mani e quattro idiomi diversi da Lev Yascin, William Ghezzi, Jongbloed e sir Gordon Banks, con la prefazione postuma di Sentimenti IV.

PREMESSA DI PRINCIPIO
Tutti i giocatori di Calciotto nascono liberi ed eguali davanti ai Diritti; ma dietro, sono diversi per numero di maglietta, e infinitamente soli dinnanzi al loro destino.

martedì 2 dicembre 2008

Traumatologia Empirica da Calciotto: Intervista al premio Nobel per la Medicina Onirica Prof. Stellinus

Prof. Stellinus, è vero che i traumi da calciotto empirici sono il risultato di punture o morsicature di ragni, tarantole e scorpioni?
Il veleno delle specie diffuse in Europa (e quindi in Italia) di questi aracnidi provoca disturbi analoghi ai traumi contusivi, cioè distorsioni, lussazioni e nelle varianti più gravi fratture.
Quali altri aracnidi possono causare, con il loro morso, lesioni muscolari di terzo grado?
Millepiedi, acari e zecche.
Come si curano i traumi causati da questi diversi aracnidi?
Allo stesso modo dei pellegrinaggi verso Santiago de Compostela.
I traumi empirici di morsi dei millepiedi e tarantole e le punture di scorpioni sono irreversibili?
Di solito no, ma possono divenirlo se questi aracnidi hanno il corpo arrotondato, color nero cupo, e sono caratterizzati dalla presenza sull'addome di un disegno rosso a forma di clessidra. Occorre rilevare che soltanto le femmine, grandi all'incirca quanto un pisello, sono pericolose, mentre i maschi sono assoloutamente innocui per i giocatori.
Quali misure di pronto soccorso occorre adottare in caso di trauma da morsicatura?
Anzitutto è necessario applicare un laccio emostatico al di sopra del punto di amputazione, per rallentare la corsa degli individui più pericolosi sulle fasce, peraltro senza stringerlo al punto di arrestarne il flusso sanguigno; praticare un'incisione a X = (2a-ab+2b) * 8y sul punto amputato, farne uscire tutto il fluido fino ad esaurimento; rivolgersi immediatamente ad un medico.
In Italia ci sono le vedove nere?
No, vivono tutte al sud ed nelle parti più meridionali delle regioni centrali. Al nord vive una specie affine, la malmignatta o ragno di arcore, il cui trauma da morso è letale solo per i pubblici ministeri, per altro in casi rarissimi.
Come si può riconsocere la malmignatta?
E' alta 1-2 cm. con zeppe molto sviluppate e addome globoso, nero, con tredici macchioline rosse.
I traumi da morsicatura inferti dagli uomini sono molto pericolosi?
Si, poiché i germi che vivono abitualmente nella bocca umana provocano spesso lesioni gravissime, in molti casi assai più temibili di quelli conseguenti ai morsi della malmignatta.

Il “Trauma” come oggetto di studio


Non si può negare che, ormai da molte settimane, si sia diffusa tra molti ortopedici una sorta di “suggestione” verso i metodi qualitativi applicati alla traumatologia empirica e, molto spesso, la sperimentazione di nuove piste teoriche si affida, in modo particolare, alla “storia di vita” come fonte e specchio di informazioni su un vasto spettro di patologie sociali.
Questa nuova direzione della ricerca, che personalmente ho già avuto modo di sperimentare dalla fine degli anni settanta, analizzando un gruppo di Primari interparentali composto da italiani autoctoni non emigrati all’estero, ha sollecitato da tempo, la ripetizione di uno studio empirico della traumatologia ortopedica.
Molti di questi studi adombravano la possibilità che, scelte di campi errati e politiche tattiche quanto meno poco mirate rispetto alle singole virtù, avrebbero dato il via, in maniera massiccia, ad un fenomeno di traumatologia epocale nelle manifestazioni amatoriali. Nulla venne intrapreso come prevenzione e quanto era stato predetto avvenne puntualmente ed ininterrottamente. Per oltre dieci partite, infatti, le decine di vetusti atleti furono costretti quasi all’indigenza e a trasferirsi all’estero, disperdendosi in molti casi per sempre, per motivi di lavoro dovuti all’inattività forzata da trauma.


Moltissime furono le indagini di comunità, pare alcune centinaia; tra le tante ricordiamo per la loro intrinseca complessità quelle di Monterisi, di Cinti, di Giovannoni, di Filiagi fino a Valia ed Il Pasticciere.
Tra le numerose ricerche di comunità quella dell’antropologo Ascioti sui comuni montani della Sila a cavallo delle province di Cosenza e Catanzaro, è stata giudicata da molti studiosi un lavoro di particolare interesse per avere l’autore costruito, da un lato un percorso di analisi basato sull’osservazione partecipante del trauma e sull’uso di un preciso schema concettuale distorsivo, e dall’altro per avere fatto sapientemente interagire dati storici, geografici, economici e demografici, tutti inseriti in una griglia “spazio-temporale”ed analizzate con le categorie dell’antropologia concettuale e dell’ortopedia empirica.

Augusto Druso



lunedì 1 dicembre 2008

Fine di un'epoca!

E' la fine di un'epoca.
Questa sera l'addio alle arene Eschilo 1 e 2.


Sarà l'ultimo atto alle arene Eschilo. Questo è stato l'esito del risultato nel segreto dell'urna. Un risultato che non lascia spazio ai sentimenti. Sarà un addio in grande stile, questa sera, per poi migrare, dal prossimo incontro verso i più versatitili e tecnologici campi della Longarina. I campi del "Capitano" sapranno accogliere i trionfi dei Gialli? E le pettorine dei Ramarros'ssi si confonderanno ancora tra le righe e l'erba sintetica?
Ma sarà anche la fine delle magliette senza sponsor: le prossime partite non saranno più quelle dei Gialli contro i Ramarros'ssi. Saranno le partite della Libreria Passaparola contro la Ferramenta Natale, della Geniocard contro Mister K.
Anche il Calciotto de Noantri deve cedere il passo alla globalizzazione.

Augusto Druso.





sabato 29 novembre 2008

FINALMENTE L'ORARIO PARTITA:

LUNEDI 01-12-2008
Sant'Eligio
ORE 21,30
ESCHILO 1
( VEDI PIANTINA )
CAMPO DA CALCIOTTO PRENOTATO A NOME "ALBANESI".
L'ORARIO RIPORTATO E' QUELLO DI INGRESSO IN CAMPO.
STATE BUONI SE POTETE.

martedì 25 novembre 2008

Campo Neutro.

Ohhh! Very Chic!!

Serata di gran Gala ieri sera al fiammante centro sportivo Eschilo1, che è stato il palcoscenico dell’attesissimo derby tra Gialli e Ramarro’ssi. Le squadre hanno quindi giocato in campo neutro. Dall’ipercriticato e malandato Eschilo2, rustico, umido e campagnolo, ci si è quindi trasferiti nella nuova struttura, moderna, accogliente, climatizzata e di pregevole fattura. Ma non tutto è andato per il meglio.

1) La Hall: lussuosissima. Tempestata di specchi, strass e pareti mobili è il cuore della struttura sportiva. Ma la temperatura in alcuni angoli raggiungeva i 45°C e questo, sebbene inducesse molte avvenenti fanciulle a girare in mutande, per la gioia dei testosteronici atleti, nondimeno ha causato loro un primo tracollo. Erano infatti talmente bardati per affrontare il gelo esterno che al momento di attraversare la Hall alcuni sono svenuti per la forte e repentina evaporazione di umori. Reidratati con infusi di ginepro e mangrovia sono poi regolarmente scesi in campo tutti quanti.
2) Il fondo di gioco: composto da un prato sintetico in elegantissimo Tweed, nella variante scozzese Tartan ( di seguito il link al sito sul quale potrete veramente divertirvi a comporre un tessuto Tartan a vostro piacimento: http://www.tartanmaker.com/ ) ha causato numerosi problemi di vista a tutti i giocatori. Infatti è ormai assodato che la “spigatura” troppo fitta e lo scarso contrasto “verde medio-verde chiaro” disturbano il calciatore amatoriale che anziché concentrarsi sull’azione di gioco preferisce mettersi a contare le righine con conseguenti episodi di vertigine e di disorientamento.
3) Le righe del campo: realizzate in soffice vigogna di prima qualità, morbidissime e piacevolmente calde al tatto, ma malamente posizionate a 35 centimetri sotto il piano di calpestìo, hanno costretto i calciatori ad intervallare corsa e saltelli fino allo sfiancamento. Pochissimi atleti sono riusciti a rompere il fiato, tutti gli altri hanno avuto bisogno del respiratore artificiale ed in due casi si è ricorsi alla camera iperbarica. Solo a fine gara ci si è accorti che mancava all’appello un calciatore, che pare sia stato inghiottito in uno dei crepacci in cui è alloggiata la vigogna, durante una fuga sulla fascia destra.
4) Le porte: se ne sono contate almeno 12. Due erano regolamentari, orientate da Nord a Sud, ma inizialmente i portieri si sono rifiutati di prenderci posto perché troppo ampie e perché il rivestimento retrò dei pali non legava col completo sblusato dei due gol-keeper. Altre quattro erano con altezza pari ai 3/5 di quella regolamentare e larghezza di 5/16 inferiore, sicché valide, ma troppo esposte ai monsoni australi per cui, dopo accurata ispezione, sono state scartate. Altre quattro ancora, ricavate direttamente per imbutitura sulla recinzione del campo, risultavano essere fuori norma, essendo alte appena 1/5 dei 5/23 dell’altezza regolamentare e larghe poco più di radice di 7 alla 2 potenza. Si è ripiegato allora sulle ultime due, di misure perfette ma incassate nel suolo di gioco, tanto che le traverse erano appena appena visibili, e blindate. I portieri hanno avuto buon gioco sugli attaccanti, ma non hanno potuto seguire la partita, e anzi nei momenti di maggior pioggia hanno dovuto spalare l’acqua e la fanghiglia che si formava nella loro trincea.
5) L’illuminazione: le tecnologie a disposizione sono state piegate all’esigenza estetica del quartiere Axa, zona molto signorile del sud-est di Roma. Per cui al posto dei classici proiettori si è optato per una serie di lampadari a diciotto bracci di Murano e ad una sessantina di appliques laterali in bronzo, raffinatissime. Tutti i lumi sono alimentati a petrolio e dall’esterno il campo ha un aspetto pregevole, molto intimo, soft. Ma in campo non si vedeva una ceppa ed il fumo di tutti i moccoli a petrolio causava irritazioni alle vie oculari ed alle mucose. Inoltre a fine gara le due squadre hanno dovuto versare un supplemento per la riparazione di alcuni candelabri d’epoca, posti vicino alla riga mezzana, che sono stati demoliti durante la partita.
6) Gli spogliatoi: vera chicca del complesso sportivo, sono stati realizzati dallo studio associato Bekk & Bauer & Sepp & Maier di Dresda che si sono avvalsi delle migliori tecnologie costruttive, non senza un occhio di riguardo alla bio-edilizia. L’idea vincente è stata quella di assemblare a cazzo di cane una serie di corridoi paralli tra di loro per offrire la massima profondità visiva, collegandoli con un’altra fittissima rete di sottopassaggi sempre paralleli tra loro. I soffitti sono stati ribassati, per inserire uno strato di materiale isolante e favorire il contenimento termico, e la loro quota massima è stata posta a 147 centimetri a tutto vantaggio del senso di profondità di tutto l’insieme, anche se poi costringono a camminare ingobbiti. Le porte e gli infissi sono in viper-glass ghepardato, un materiale riciclato che lascia vedere da fuori senza peraltro riuscire a vedersi da dentro. Gli arredi sono in smidollite, firmati dall’architetta Floe Valsecchi, dello studio Floe&Valsecchi&Floe& ecc… ecc…. che con un’opera mirabile ha recìso ed intessuto uno ad uno i fuscelli di smidollite indiana, curvarndoli ai suoi desideri con antiche tecniche tantriche; indi li ha tinteggiati amorevolmente uno ad uno in tutte le sfumature del fucsia, ed infine glieli hanno fatti posizionare all’esterno del complesso sportivo per non rovinare la profondità visiva degli spogliatoi. Analogamente è stato fatto con le docce, che all’interno avrebbero volgarizzato il gioco prospettico dell’opera, e dunque sono state posizionate all’aperto, rifornite tuttavia di sola acqua fredda in omaggio ai sani principi di una volta.
7) Era ovvio che tutto questo mandasse a puttane la partita….
8) Torniamo all’Eschilo 2 !!!!

lunedì 24 novembre 2008

Il portiere: ecco il nuovo acquisto dei Ramarro'ssi!!

venerdì 21 novembre 2008

ATTENZIONE: CAMBIO ARENA!

ATTENZIONE: LA PARTITA DI LUNEDI 24 NOVEMBRE SI SVOLGERA' AL CENTRO ESCHILO 1, VIA ESCHILO 85, AXA, ALLE ORE 21:00
PRENOTATO A NOME "ALBANESI"

giovedì 20 novembre 2008

Le conseguenze della lunga notte

Mai visto niente di simile!
Siamo arrivati allo sprofondo.
La morale è finita sotto le scarpe!
IO NON CI STO! Non ci posso stare!! Non ci starò!!! Non ci starò stato!!! Non ci avrò stato!!!!!
Propongo una rifondazione della squadra basata su regole etiche, di fratellanza, di amicizia, ALTIMENTI IO NON CI STARO’!! E se anche voi ci starete, io invece non ci starò e lo griderò al vento quello che è accaduto!!!
Una volta, Cristo Santo, ai miei tempi, Dio ‘Bono, quando qualcuno rubava qualcosa negli spogliatoi volava subito da Nando, il ricettatore e la somma ricavata veniva usata per la partita dopo, cazzo, a beneficio di tutti…!!! Quella sì che era fratellanza, solidarietà, rispetto…
Una volta, Santissimi Numi, ai miei tempi, per Diana, quando uno anziché presentarsi al campo andava a “signorine”, cazzo, prima avvisava tutti gli altri: vuoi per non farsi sgamare dalla consorte, ma soprattutto per fare un’ammucchiata unica, tra amici,
e tutti insieme s’andava ad intingere i pennelli….
Ora è finito tutto, non solo non si stecca il bottino, ma neanche si dividono più le prede, fossero anche semplici viados…
Di questo passo la squadra si sfascerà,
il futuro diverrà grigio,
la recessione incalzerà,
si apriranno falle nelle strade,
il mare salirà di livello e sommergerà tutti,
i treni resteranno fermi nelle stazioni,
gli aeroplani saranno ingovernabili,
i robot prenderanno il potere,
i vulcani erutteranno succhi gastrici,
ci saranno morìe di pesci,
il colesterolo la farà da padrone,
si girerà armati fino ai denti,
la giustizia sarà amministrata da Alfano e forse, forse,
il presidente del governo sarà Berlusconi!!

IO NON CI STO, AMICI, TORNIAMO INDIETRO FINCHE’ SI PUO’…
Forse per questa volta riesco a perdonarvi, anche se il precedente è stato creato e voglio ben vedere chi avrà l’ardire di telefonare a partita iniziata per dire che “ho avuto da fare…” o chi, dopo la partita, fuggirà alla chetichella con ai piedi scarpe di chissà chi altro, di chissà quanti numeri più grandi...

mercoledì 19 novembre 2008

Due Calzini: Ladro o remake di "Balla coi Lupi"?

Dire che sui campi di calcio, professionisti e amatoriali, le avevamo viste tutte non corrisponde al vero. Possiamo affermare con certezza pressoché assoluta che si tratta di un grosso falso storico. No, non le abbiamo viste tutte e non le vedremo tutte ancora. NO. Io dico NO. NON CI STO!
Quello che è accaduto nell'immediato dopogara chiude una delle pagine più cupe della solidarietà umana, della fratellanza e del "volemose bene". Ma al tempo stesso è un lacerante grido di speranza. E' come dire, ora e sempre: "NO. NON CI STO!".
Del resto gli armadietti, a scuola come nelle palestre, sono stati da sempre il teatro preferito dai grandi campioni, del tackle o della criminalità. A margine, sempre, di piccoli e grandi drammi amorosi. Cotte mai confessate, infatuazioni a senso unico e cocenti delusioni, ma anche bigliettini e occhiate furtive preludio a romantiche storie o a maliziosi pensieri.
A pochi minuti di distanza dalla straordinaria performance sul campo, Martinis mette in scena un fuori programma da vero fuoriclasse: continuando a parlare con Albanese Claudio I fruga nella gettonatissima borsa di Maturani e ne estrae i due calzini Dublo in filo di scozia sfavillanti. In un istante tutti finalmente ricollegano il motivo per cui Martinis abbia giocato l'intero incontro sotto lo pseudonimo di Abele Bikila e a piedi scalzi: scaltro nella vita come in campo, fin dal parcheggio aveva programmato il gesto sopraffino, non per lasciare il Maturani in mutande bensì senza calzini!
Il finale è un'epopea degna dei migliori condottieri: li guarda, li accarezza se li infila. Maturani, che aveva appena investito parte della sua tredicesima non detassata nell'acquisto ad un'asta su ebay per l'ultimo paio di calze per uomo prodotto dalla strepitosa DubloFilati, accortosi della maestria dell'Arsenio Lupin de Noantri, accompagnato misteriosamente da un assolo acustico di Francone Mussida lancia il suo avvertimento a Martinis:

"... COTONE COMUNE ... PER GENTE SPECIALE ...
COTONE SPECIALE ... PER GENTE COMUNE ...
... MA E' LA BORSA SBAGLIATA!!"


Leotta si pente e implora il perdono

Riceviamo e pubblichiamo il pentimento e la richiesta di perdono di Leotta appena fuggito da Guantanamo su una gomma di camion usata in mezzo all'Atlantico
Vi chiedo sentitamente scusa e, da amici e compagni come voi, è questo il sostegno che mi sarei aspettato . Chi di noi non ha per un attimo ceduto alla tentazione del bottanonetrans della pineta , poverino/a aveva bisogno di compagnia stava staccando dal turno 13,30/20,30 e Peppino A Mare era là con i suoi richiami di antipasti gustosi, seppie con carciofi, polipetti affogati e salmone agli agrumi ,per non parlare dei primi ,linguine ai gamberi e moscardini, orecchiette gamberi e zucchine . Certo Alvaro , il trans della pineta era un pò appariscente e mi dovevo aspettare che qualche paparazzo mi vedesse .....ma che volete ormai vittima da anni dei ricatti del duo Mora/Corona sono abituato , ma da voi amici miei di una vita non mi sarei mai aspettato un sostegno di siffatta maniera .... la mia vicenda resa pubblica sui media e sul blog posta all'attenzione del grande pubblico .La triste realtà, oltre ad aver conosciuto le privazioni di Guantanamo è che con molta probabilità questo causerà la mia seconda separazione . Si perchè l'SMS lo aveva mandato Cossiga, senatore attento ai drammi dell'umanità e vicino a quei corpi dati per deceduti da un pezzo e oramai cacciato di casa e scappato sì da Guantamano vivo , ma pur sempre nella pineta! E meno male che ci sono i focheracci a riscaldare, in attesa contando i giorni e le ore per riproporre la mia vendetta sul campo ....naturalmente al centro Eschilo!!!!
Vi ringrazio tutti ed imploro il vostro perdono.
Leotta.

martedì 18 novembre 2008

Leotta trasferito a Guantanamo!

Leotta nel carcere di massima sicurezza di Guantanamo

Sono 500 divisi in 3 categorie: ritardatari, non rispondenti e 100 irriducibili in isolamento per non essersi presentati alle partite di calciotto


Sono le anime perdute della guerra contro i fannulloni. Quattro ore dopo essere stati catturati sulle strade in fuga dai campi di gioco, le varie centinaia di convocati non presentatisi detenuti a Guantanamo si trovano intrappolati in una “legal no-mans’s land”, in una terra di nessuno dal punto di vista legale. Nel corso di una rarissima visita che io stesso ho potuto effettuare questa settimana a Camp Delta (la rete di edifici supersorvegliati nei quali i prigionieri sono alloggiati), ho visto detenuti di età e retroterra culturali molti diversi che stanno ancora cercando di adattarsi in qualche modo al loro incoerente mondo su un’isola caraibica.

"Da Peppino ci andavo per mangiare il pesce. Non è la vicinanza al mare che fa da garante di un buon ristorante: nel piatto ci trovavo le pietre pomici, sabbia, persino qualche alga bollita. Le vongole come le pescavano così le giravano nella pentola. Una garanzia di freschezza, una roulette russa d'infezione. E questo rischio lo correvo volentieri" sono le prime dichiarazioni di Leotta appena sbarcato alla base.

I detenuti provengono da 44 paesi diversi, si parlano in tutto 17 lingue differenti. Sono stati tutti catturati nel corso dell’operazione "Enduring Soccer Freedom", la campagna militare guidata da Adriano Galliani.

Il Calciotto de Noantri


Partita Combinata ?

L'ombra del calcio-scommesse

Fin dal primo minuto si è capito che la partita non avrebbe offerto molto, due squadre di media classifica senza più problemi di retrocessione e senza velleità di vittoria finale o di ingresso nelle coppe europee. L’arbitro ha esitato persino a fischiare l’inizio della partita, giacché aveva intuito che si sarebbe andati in braccio alla mediocrità. Il sospetto della “combine” giunge direttamente da Luìs Alvarez Menozzi, allenatore dei Ramarro’s”ssi che dopo la partita chiosa: “ El Picchetto es el picchetto…”

LA CRONACA

1° min. I Gialli battono il calcio d’inizio ma la palla rotola a fatica in fallo laterale.

5° min. I Ramarro’s”ssi avanzano stancamente a centrocampo, con un fraseggio sterile. La
palla sfugge al controllo di Dei.

19° min. Calcio d’angolo per i gialli: l’incornata di Albanese Claudio Roberto supera la recinzione del campo. Di almeno tre spanne.

29° min. Punizione ai Ramarro’s”ssi: serie di finte rincorse da parte di tutti i componenti la squadra, alla fine nessuno batte il calcio di punizione e l’arbitro fischia un fallo di ingorgo. Sul ribaltamento di campo due dei Gialli “cappottano” a centrocampo e l’arbitro ammonisce i due allenatori.

38° min. Il Pasticcere sfugge al controllo dei marcatori, sfugge alla chiusura del libero, dribbla il portiere, evita il fallo, si riavvita su se stesso, dribbla il mediano incontrista, scarta nervosamente a destra, s’imbatte nella linea di centrocampo dei Ramarro’s”ssi e intesse una discussione sul concetto di “palla ovale”, poi vola dalla mediana verso la porta, si accorge che è la sua e allora torna indietro, e ri-scarta la linea mediana, e di nuovo i difensori e ancora una volta il portiere. E siamo al 45° minuto: l’arbitro fischia la fine del primo tempo prima che egli possa concludere nella porta sguarnita, della propria squadra.

49° min. In un attimo di baldanza fisica Ascioti si invola sulla fascia, chiama la palla e la palla gli risponde per le rime ma non si intendono e termina tutto in un nulla di fatto.

58° min. E’ la volta di Galanti… L’esordiente dimostra tutte le sue qualità avviluppandosi in un groviglio di gambe avversarie. Ne uscirà venti minuti dopo esausto ma soddisfatto pur se lievemente acciaccato. Fa cenno all’allenatore che può continuare e si rilancia nella mischia.

62° min. Cinti lascia i pali al quale era stato legato dai suoi compagni per evitargli l’infortunio. Prende palla sulla destra e taglia a sinistra. Poi, come impazzito, ritorna a destra, lasciando però la palla a sinistra: la finta riesce e per 7 minuti si gioca senza pallone nella migliore tradizione del calcio totale di scuola olandese. L’arbitro, esterrefatto, ammonisce a casaccio, pur nella certezza che prima o poi beccherà il colpevole.

69° min. GOLLLL!!! L’azione dei Ramarro’s”ssi è esemplare. Rilancio del portiere, si avventano tutti e otto sulla palla e appena rimbalza si allontanano tutti a velocità incredibile, per ritornarci sopra al rimbalzo successivo ancora più velocemente e così via fino per sei-sette volte fino ad accompagnarla nella porta avversaria, dove il portiere avversario non può nulla. 1 - 0

83° min. La partita si rianima. I gialli in pressing sfiorano più volte il pareggio, soprattutto col tiro di Gianfranco Mister K che abbatte il lampione alla sinistra della porta avversaria fulminando tutti e sei i proiettori alogeni.

84° min. RADDOPPIO!!!! Bomber Galanti, sfruttando il buio, ruba palla al limite dell’aria e se la lancia sulla fascia. Una volta raggiunta la manda ancora più in profondità e giunto all’altezza della bandierina se la crossa. Carponi guadagna il centro area e di testa insacca!!! 2 – 0

89° min. Giungono in campo le prime notizie della notte brava di Leotta e subito viene creata una commissione d’inchiesta per capire chi era la signora in compagnia del famoso calciatore ( per approfondimenti vedi articolo successivo ).

90° min. +1 Gialli mai domi!! Il lancio di quaranta metri di Albanese Claudio Claudio viene rispedito al mittente da Andrea Dei. Albanese rilancia di nuovo, e stavolta fa quarantacinque metri ma Dei non si lascia sorprendere e ribatte al centimetro. Allora Albanese Claudio Claudio carica una bordata da 74 metri: record mondiale, pallone disperso nella macchia e tutti negli spogliatoi.

Leotta fuori rosa!

Leotta fuori rosa a tempo indeterminato.
Fa mandare un SMS dalla moglie per contrattempi a partita iniziata e poco più tardi viene avvistato sui tavoli di "Peppino a mare". E non era con la moglie!
Infuriato il Mister e tutti i suoi compagni. Ancora più infuriati gli avversari che lo denunciano per danno erariale. Interviene anche la Finanza. Rivissute le notti di "Romanzo Criminale".


Doveva essere una serata speciale ed è finita tra le polemiche e gli insulti e 92 denunciati a piede libero. Non sarà facile ricucire lo strappo che si è verificato nello spogliatoio dei Ramorro'ssi: Leotta preferisce andare a puttane, in barba alle disposizioni del pacchetto sicurezza, e viene rilevato prima dall'autovelox, poi dal radar militare di Pratica di Mare, dal suo cellulare che, per quanto spento, continua ad invìare segnali di posizionamento alle celle di rilevamento GSM, dalle telecamere a circuito chiuso dei bancomat, e dalla CAI (Centrale Antirischi Interbancaria) quando cerca di pagare il conto con la sua CartaSI con plafond esaurito.
Tentando di darsi alla fuga, il Jerry Lewis de noantri, viene inseguito prima da "Peppino a Mare" che tenta di infilzarlo con un pesce spada pescato un paio di anni prima, poi dalla signora di strada appena si è resa conto che toccava a lei pagare la cena, e poi via via da tutti gli altri compresi i parcheggiatori abusivi ed i bracconieri della tenuta Presidenziale. La fuga prosegue a piedi sulla spiaggia dove calpesta le numerose coppiette appartate che subito si uniscono alla grande caccia. L'aviazione fa decollare 2 Aermacchi Singer del 1922 e 2 Tornado da crociera che lanciando un paio di missili cruise tattici assestano un bel colpo ai due menischi mediali del fuggitivo mentre Torvajanica veniva rasa al suolo. Trasportato in eliambulanza alla clinichetta del Lido viene operato senza anestesia perché sprovvisto di copertura assicurativa sanitaria.
Il tecnico dei Ramarro'ssi, Luis Alvarez Menozzi detto "El Tanghero", appena saputo dell'accaduto ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Roberto Leotta è l'eroe di tutti i fannulloni!".
Captata la parola "fannullone" il ministro Brunetta ha immediatamente attivato dei tornelli di controllo sulle palpebre dell'Andrade dei Castelli a mezzo della tecnologia RFID per verificarne la ripresa dell'attività cerebrale.
Delusione ed incredulità tra i compagni di squadra. Dei fa notare che "...la sua assenza l'abbiamo notata soltanto quando ce l'ha notificata la Guardia di Finanza ..." mentre tutti gli Albanesi hanno detto in coro "Abbiamo avvertito la sua assenza perché i palloni fuori dal campo non venivano recuperati in fretta creandoci parecchi problemi nelle ripartenze". Laconico Il Pasticciere: "Adesso ho capito perché non aiutava i compagni al posto mio!".
L'abbiamo visto per l'ultima volta all'ingresso del portone di Regina Coeli mentre inciampando sul famoso gradino cadeva e si fratturava la clavicola, il femore ed il quinto metatarso e veniva preso a calci dai secondini.
Nessuno sentirà la sua mancanza e probabilmente nessuno si ricorderà di lui.


Augusto Druso - Il Calciotto de Noantri

lunedì 17 novembre 2008

Ultim'ora: Formazioni.

Squadra Gialla:

1) Albanese Claudio
2) Albanese Claudio Antonio
3) Albanese Claudio Roberto
4) Albanese Claudio Il Pasticcere
5) Paulo Roberto Falcao
6) K Gianfranco
7) Dei Andrea
8) Leotta Roberto

Squadra Gialla:

1) Ascioti Massimo
2) Carnicelli Sandro
3) Cinti Massimo
4) Di Giacomo Andrea
5) Martinis Gianluca
6) Maturani Sandro
7) Natale Graziano
8) Ortu Toni

giovedì 13 novembre 2008

La risposta del fuoriclasse dei Gialli a Il Pasticcere

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Monterisi al tiraemolla dei Rossi: "Altro che Il Pasticcere: io gioco e suono con una gamba sola!"



mercoledì 12 novembre 2008

Razzismo latente!!

Il Pasticcere accusa: atteggiamento discriminatorio nei miei confronti. Potrei accettare le proposte come skipper del Team New Zealand per la prossima Coppa America!


Alla fine non ce l'ha più fatta e rivolge accuse a tutti: ai suoi compagni di squadra, agli avversari (in particolare se la prende con Cinti), agli assenti cui rimprovera un assordante silenzio e prolungata latitanza, ed anche ai giocatori dei campetti adiacenti, ai lavoratori del bacino aeroportuale, agli studenti. Ma l'accusa più pesante la rivolge al Presidente del Consiglio: "Sono l'unico cui non ha dedicato neppure una battuta, una carineria!".


E' un fiume in piena Il Pasticcere all'indomani della sua più esaltante partita della stagione. E' deluso. Nonostante i 31 goals in meno di 7 minuti non digerisce la sconfitta contro i Gialli. "Non pensavo che, oltre a dover segnare, avrei douto spingere la macchina da solo per tornare a casa. E' un gesto di inqualificabile segno razzista e discriminatorio. E non sono neppure appena appena abbronzato! E perché il Premier continua a tacere? Perché non mi dedica mai una carineria? Perché quando è venuto in visita il Presidente del mio paese ha portato con sé il Porceddu e Renato Soru? Cosa non ho io in confronto a Ronaldinho, Pato, Kaka, Jair, Junior, Rivelino, Jairsinho, Leao, Socrates, Lato, Szarmach, Gadocha, Deyna, Tomaceskij, Haan, Rep, Rensenbrink, Cruijff, Krol, Rijsbergen, i gemelli Van de Kerkohf, i gemelli Ruggeri e i gemelli del gol? Non credo che abbia qualcosa in meno di loro ... a meno che il confronto si sposti con Gigi D'Alessio dove non posso competere. E' solo razzismo! Perché i Gialli, ogni volta che tocco il pallone lo cambiano? Perché quando il pallone mi capita tra i piedi mi diventa nero? Io non sarò mai il protagonista di un film di Spike Lee. Io non ce l'ho con i Portoricani o gli Italiani. E non ce l'ho neppure con Renato Maroli passato una decina di anni fa all'Ajax Tornado Bianco, rubandomi l'ingaggio. Ma adesso basta lo dico io e se entro i prossimi 79 milioni di trilioni di trilioni di minuti il Premier non mi dedica una battuta o una carineria la prossima partita la giocherò contro il clan degli Albanesi!".


Augusto Tiberio Druso - Il Calciotto de Noantri

Geniali !


I Ramarro's"ssi sbancano!

Il Bolzaneto si inginocchia ai campioni.

Biscardi: "Ingredibbile"


Non ci sono più parole per raccontare quella che ormai è una cavalcata epica dei Ramarro's"ssi. Confermano grinta, qualità di gioco, miglior attacco, miglior difesa e soprattutto una condizione atletica superiore. All'Eschilo's Arena, stavolta a soccombere è il Bolzaneto, il fanalino di coda in formazione più che rimaneggiata, ma che ha dato filo da torcere per tutto il primo tempo. L'allenatore del Bolzaneto, ricordando che i suoi migliori giocatori sono tutt'ora in infermeria dopo il derby di 5 anni fa con la G8-Celeron, non ha comunque obbiettato nulla. Si è limitato a ricordare che i punti persi per strada dalla sua squadra non sono quelli dell'altra sera: "Eravamo venuti all'Eschilo non certo puntando alla vittoria, c'era troppa differenza di qualità tra noi ed i Ramarro's"ssi. Finché siamo stati sullo zero-a-zero andava anche piuttosto bene, e qualche opportunità l'abbiamo avuta. Poi, dopo il loro vantaggio siamo crollati. D'altra parte ad inizio campionato avevamo una rosa di 90-100 giocatori validissimi per poter competere su vari fronti, anche perché avevamo avuto una soffiata che i prossimi G8 sarebbero diventati G20 e dunque occorreva avere rincalzi all'altezza della situazione. Poi, un po di sfortuna (l'ingaggio di Stellino che è sfumato, Minozzi che se n'è andato sbattendo la porta, Piersilvio ancora convalescente) ed un po i lunghi tempi di recupero degli stranieri (quasi tutti ancora ancora ospedalizzati) hanno fatto sì che noi si stia in ultima posizione. Ma non ho nulla da rimproverare ai miei uomini: sono ottimi incassatori." Sulla partita non molto da dire, salvo le solite sottigliezze tattiche dei Ramarro's"ssi che in questa partita hanno raggiunto livelli sublimi. Per tutto il primo tempo hanno lasciato sfogare i giocatori del Bolzaneto, i vari Albanese (Claudio, Claudio Gianpaolo, Claudio Roberto e Claudio Antonio) ed il capocannoniere, il Pasticcere, che ha anche messo a segno una tripletta degna di nota, ma inutile. Poi, nella ripresa iniziava lo spettacolo: per piegare la resistenza psichica del Bolzaneto, Cinti si immolava e zoppicando e bestemmiando come un servo della gleba si incamminava verso gli spogliatoi lasciando in inferiorità numerica i Ramarro's"ssi. Ma la mossa era indovinata!! Infatti il Bolzaneto, pensando di avere partita facile dopo l'uscita di Cinti, si rammolliva, ma ancora rimaneva in partita, mentre i Ramarro's"ssi, orfani di Cinti invece crescevano e non poco. Pochi minuti ancora e l'allenatore dei Ramarro's"ssi, Luis Angél Menozzi, veniva sorpreso a parlottare coi suoi giocatori e sull'azione successiva era Fabio Botta-De Vita ad accasciarsi dal dolore e con le mani sul polpaccio sinistro subentrava in porta a Natale. A questo punto il Bolzaneto si illudeva ulteriormente di poter vincere e abbassava ancora il ritmo della gara, ma erano i Ramarro's"ssi, orfani ormai di due titolari a migliorare ancora l'intesa e ad andare in vantaggio con un fraseggio Dei-Di Giacomo-Dei concluso sotto al 7 da Di Giacomo e Dei insieme. Il più era fatto, il Bolzaneto tronfio di presunzione credeva ancora di poter rimontare agevolmente la partita, e quì l'intelligenza tattica di Leotta dava il colpo di grazia ai liguri: senza nessun motivo di gioco, o contrasto, o fallo avversario (come d'altro canto era successo per Cinti e De Vita) stavolta era Leotta ad accasciarsi al suolo dolorante, anche lui con le mani sul polpaccio ed anche lui si ritirava in porta a bestemmiare tra se e se. La partita era chiusa: Dei e Di Giacomo, rimasti ormai soli in campo, potevano esprimere tutto il loro potenziale ed in breve avevano facilmente ragione di un Bolzaneto ormai incredulo e rassegnato e chiudevano la partita con un tondo 7 a 5. Luis Angél Menozzi (foto in alto), lasciando il campo tra gli applausi ha commentato: "Muy éstupido el fùtbol, basta marcar una vèz mas de l'antagonista!"

Chiamato in causa, Lui risponde!

Evocato più volte durante un infortunio di gioco, ha rilasciato la seguente dichiarazione su "Il Mondo Creato"
Mi dimentico a lungo di essere Dio: ma la memoria non è il mio forte e devo aiutarla in ogni modo.
Il ricordo di me è tornato mentre in televisione rimiravo una girandola di eventi: un vulcano che esplodeva lava, una gara di sci sulle Alpi, un film che ricordava Parigi di quarant'anni fa, la vita dei bambini indiani, la caccia in Ecuador, un ufficio a Ottawa, un'operazione al cuore in ripresa diretta, un documentario sui pesci nel Mare del Nord, una partita di calciotto amatoriale. La vita mi chiuse in una rete. Quando la macchina da presa girò intorno a un fiore sul fondo del mare, mi ricordai che avevo creato tutto ciò e fui desideroso di primavera e di cieli aperti da ogni lato. Ero pronto a raggiungermi in qualsiasi parte del globo, nell'inverno e nell'estate di me.
Io sono il mio sonno e la mia veglia. Al mattino sono felice di esistere. Pigrizia ed energia si confondono: sono sdraiato sul letto, il mio corpo si muove appena. I piedi puntano all'emisfero nordico, un braccio invade le isole del Pacifico, l'altro si protende verso l'Asia, alla fine si incontrano a est e a ovest della mia persona. Le spalle e la testa affondano verso il cuore della terra, dov'è sepolta una parte di Dio.
C'è in me un vasto territorio d'ombra che ingloba qualsivoglia tenebra del cosmo. l'oceano dell'antimateria è il deposito di quanto io non so di me stesso e vaga possente al mio interno. E' la mia anima opaca, una notte gremita di sogni indecifrabili e il suo buio incute timore. Anche per questo il sole è il mio grande amico.
Mi hanno immaginato come un vecchione dalla barba bianca che non si sa bene che cosa abbia combinato durante un'infinità di tempo. Finché un giorno, apparentemente senza motivo, decise di creare il mondo e si mise a dare ordini e subito le sue migliori creature gli disubbidirono; e fra questi c'era un serpente che non s'è mai più liberato di una bruttissima fama. Altri aggiunsero storie di incesti inverosimili, padri che divorano i figli, divinità tagliate a pezzi e poi rimesse insieme e simili dicerie stravaganti.
In realtà ero un fanciullo abbandonato da genitori ignoti. Dio è un trovatello e non me lo posso scordare neppure se sposassi la regina di Saba, come certo mi sarà capitato. Lo scrissi nella prima versione di una mia autobiografia ed il Papa deve averla letta. Io vengo da non si sa dove e pochi sanno cosa questo vuol dire. Ho l'orgoglio dei figli di nessuno, ma anche la loro insicurezza e un tormento di solitudine e un'istintiva antipatia per chi si trova ingiustamente avvantaggiato. Io mi sono fatto da solo e sopporto a stento i figli di papà e penso che dovrebbero giustificarsi d'essere al mondo. Guardate me, scagliato nell'universo e obbligato a cavarmela senza l'aiuto di alcuno!
Non si può immaginare la mia solitudine prima che incominciasse la vita. Ero chiuso dentro qualcosa che non si poteva definire spazio. Aprivo gli occhi nel vuoto e mi accorgevo della sua nudità: ero chiuso in esso come l'aria nell'aria. Presi coscienza di me nel momento in cui mi accorsi d'essere avvolto nel nulla e sentii freddo al cuore. Quella fu l'origine dell'universo: il mio bisogno di trovar compagnia. Il mondo cominciò con la percezione del mio isolamento e con il mio sforzo per uscirne.
Non so quanto durò quel girovagare nella notte dei tempi, con desideri incandescenti che si raffreddavano e diventavano sassi nel cielo.
A un certo punto non ce la feci più. Mi fermai nella gran tenebra e mandai un grido fortissimo. Era la prima volta che sentivo la mia voce. Vidi il mio grido che si innalzava come una freccia e giungeva in qualche punto là in mezzo ed esplodeva lanciando frammenti che diventavano meteore. Sul luogo dell'esplosione rimase una palla incandescente che sembrava un lampadario nel cielo.
Mi guardai intorno e vidi ben poco: il mio universo mi sembrò straordinariamente monotono e incolore. La delusione fu tale che volli spegnere la luce e tornare al buio. Ebbene non mi fu possibile! E allora mi resi conto, una volta per tutte che non mi era concesso di disfare il già fatto. C'era un limite alla mia possibilità di giocare con il mondo creato. Se creavo qualcosa non potevo distruggerla. [...]
Franco Ferrucci - Il Mondo Creato - Fazi Editore

giovedì 6 novembre 2008

Portieri in arrivo ?




Mi hanno cercato su Facebook due ragazzi che dicono di giocare in porta. Chi ne ha notizie mi faccia sapere, perchè non so se sono bravi.

martedì 4 novembre 2008

Il Campione suona la Carica!!

video

Rossi RIALZATEVI!!

Dopo la quinta sconfitta consecutiva per 2-0 è caos sul ritiro: l’allenatore lo esclude, Stellino lo ufficializza subito dopo: «Ci è mancata la cattiveria per sfruttare le occasioni. La situazione è difficile e del tutto imprevista. Ma c’è la voglia di reagire» «Facciamo fatica a uscire da questo momento no. Il mio futuro? Continuerò a fare quello che è giusto poi valuterà la società»

Per capire il momento dei Rossi, seguiteci con attenzione. Luis Rober Minozzi sta tenendo la conferenza stampa del dopo partita. Arriva, inevita­bile, la domanda se la squadra, dopo questo ennesimo patatrac, continuerà a rimanere in ritiro. Secco il no del tecni­co, motivato con il fatto che «la squadra ha un blocco psicologico, non credo che andare in ritiro sia la soluzione giusta» . E fin qui, niente da dire. Il fatto è che dopo pochi minuti, in sala stampa si pre­senta anche il direttore sportivo vermiglio, Alfredo Stellino. E, non avendo senti­to nulla di quello che aveva detto "El Tanghero", annuncia «si torna in ritiro» . Risa­te e risolini generali che Minozzi non prende per niente bene. Ribadendo pu­re il suo dissenso sulla scelta del ritiro. Che Stellino, al contrario, difende, consi­derandolo «una presa di coscienza im­portante da parte della squadra in un momento come questo» . Leggetela come volete, in ogni caso una verità ci sta tut­ta, ovvero la parola confusione che, in un momento come questo, rischia di ge­nerare altri guai. Perché il precipizio continua. Non da­te retta a quelli che dicono, da settima­ne, che si è toccato il fondo. Si continua ad andare oltre. Una crisi senza fine con numeri che sono sempre più raccapric­cianti: quinta sconfitta in campionato in cinque gare, ottava su tredici partite uffi­ciali, altri due gol al passivo per una di­fesa che continua ad essere, comunque la si rigiri, la peggiore di tutte. E, proba­bilmente questa è la cosa più preoccu­pante, la sensazione che invece di mi­gliorare, magari anche a piccoli passi, la situazione peggiori di partita in partita. La faccia di Luis Robèr Minozzi è tutto un program­ma. Neppure lui che, pure, qualche pre­occupazione estiva l’aveva manifestata, avrebbe mai immaginato di dover fare i conti con una classifica che, se si volta dietro, mette spavento. Anche se ieri se­ra, nel dopo partita, il tecnico domenicano ha provato a non puntare troppo il dito nei confronti dei giocatori: «Siamo entrati bene in campo, nella prima parte della partita abbiamo creato qualche occasio­ne, ma è mancata la cattiveria sotto por­ta, quella cattiveria che ci avrebbe per­messo di sfruttare almeno una di quelle due palle gol create per ridurre lo svantaggio. Non è successo e quando Ortu ha trasformato in gol quel calcio di punizione, tutta la squadra si è intimori­ta, abbiamo avvertito la paura di perde­re e non siamo più riusciti a fare quello che avevamo fatto sino a quel momento. E, ripeto, fino al gol di Ortu, i miei erano stati bravissimi e avremmo meri­tato di segnare». Riesce difficile essere d’accordo, a meno che Minozzi dia a bravissimi una valenza diversa dalla nostra. Bravissimi sono stati i Rossi degli anni scorsi, quelli che non ci sono più e nessuno, pare, da Pomezia a Monteverde, sa dove possano essere finiti. Tutto sa­rà, visto l’andazzo, meno che semplice uscire da questo incubo senza fine, sen­za contare che ormai anche l’infinita pa­zienza dei tifosi è finita: «La situazione è difficile, questo mi pare chiaro, ed è una situazione imprevista. Questi Rossi hanno bisogno di entusiasmo e tranquillità per giocare bene, in questo momento non abbiamo né entusiasmo, né tanto­meno serenità e questo non facilita una reazione positiva. Io, nonostante tutto, ho visto la predisposizione da parte di tutti a voler reagire, ma un conto è voler­lo fare, un altro è farlo. Facciamo una faticaccia a ribaltare questa situazione e per questa ragione io come primo obiettivo è quello di tenere squadra e giocatori il più sereni possibili. Rispetto al passato ci mancano tante cose, a par­tire dal movimento senza palla. Il mio futuro? La società mi è sempre stata vi­cina, io continuo a credere nel lavoro e in questa squadra, proseguirò a fare quello che ritengo giusto. Poi tutte le al­tre valutazioni, come è giusto, le deve fa­re la proprietà».
Correre è Sport - Augusto Druso

Bollettino Medico






LISTA DEGLI INFORTUNI OCCORSI IL 3 NOVEMBRE E DELLE PRINCIPALI OCCORRENZE MEDICHE PRESTATE IN CAMPO DAL S.S.N. ASL ROMA D. XIII.




Al fine di garantire una corretta informazione a tutti noantri, si pubblica il bollettino medico emesso ieri sera a fine gara. Tutti i dati sono pubblicati in ottemperanza alla legge sulla PrivacydeNoantri.

Roma, addì 03 Novembrio 2008

"Dichiaro sotto la mia assoluta responsabilità di aver eseguito personalmente il controllo medico dei seguenti atleti onde certificarne... ( omissis ) .... costituzione. Dichiaro altresì che tutti i sottoscritti atleti hanno... ( omissis ) ... del protocollo sulle norme igieniche e che di conseguenza vengono reputati totalmente.... ( omissis ).... idonei allo svolgimento della pratica sportiva. Non è stato possibile effettuare la visita sugli atleti ancora privi dell'indirizzo di posta elettronica che vengono pertanto rinviati alla... ( omissis ) ... mediante camera a gas. Seguono referti medici.

ORTU TONI: ha subìto un sovraffollamento adiposo al basso e medio ventre, con esplosione della cinta dei calzoni. Per la massa espressa risultava essere due giocatori in uno, e ciò ha reso impari la competizione. Gli si prescrivono n° 55 giri di campo ante-gara e 215 flessioni post-gara. Riguardo all'insorgenza del tensio-allergene su ambo le scapole non si è ritenuto di dover intervenire per non aggravare la circonflessione lombo-oculare destra. E' tuttavia raccomandato per le prossime partite di indossare lo scafandro elastico del Dr.Gibaud per prevenire possibili sfasamenti vestibolari e per meglio contenere la boiàccòsi endocrina in insorgenza.


ALBANESE CLAUDIO: paragnosi medio-rachitica al vulcro fibiale destro con intumescenze e bulbi a grappolo retrospostati. E' vivamente consigliata una serie di impacchi con infuso di fiore di luppolo e menta rasposa, fino a conclusione dell'evento infettivo. Deve stare distante dal pallone per tre-quattro settimane, anche durante le partite. In caso di ricaduta verrà sottoposto al protocollo Beta con infiltrazioni di cemento Portland pozzolanico ad alta inerzia con addizioni di inserti cromici.


ROBERTO (PORTIERE): durante la partita ha presentato un allungamento oltre norma degli arti superiori e delle falangi delle mani. L'episodio, occorso nel volgere di pochi minuti e protrattosi usque tandem, ha causato l'impossibilità di realizzare reti per la squadra rossa. La soluzione risulterà essere l'imbalsamatura rigida per le prossime tre partite, esclusivamente durante l'orario della gara, al fine di garantire un risultato più equo. Per il resto è rientrato comodamente nei parametri alcolometrici in deroga a quanto fissato dall'autorità preposta. Nulla da eccepire nei valori glicolo-magmatici. Leggera preoccupazione infine per la natura emiòtica del setto porfidiano.


CLAUDIO PASTICCERIO: come Roberto, ha manifestato una crescita abnorme degli arti , ma nel suo caso si è trattato di quelli inferiori. Giunto, dopo 20 minuti, alla statura di 2 metri e 40 ( di cui 1 metro e 80 di sole gambe ) e poco oltre arrivato a calzare una scarpa n° 57, il giovanotto è stato istantaneamente sottoposto ad intervento di azzoppamento a mezzo sega radiale. Gli si consiglia un periodo di riposo assoluto di mesi uno prima di procedere all'incollaggio dei due tronconi riadattati onde ripristinare la sua statura normale. L'intervento sarà eseguito in apnea per non gravare sul mellìme antero-fasico. Per i piedi, data l'impossibilità di intervenire chirurgicamente, gli saranno fatte calzare scarpe ortopediche a scalare dal n° 33 fino al n° 18 per non meno di mesi sette. ( per maggiori dettagli vedere il filmato sottostante ).


MARTINIS GIANLUCA: Fin dai primi minuti è stato afflitto da fenomeni acuti e persistenti di iper-o-vista e balugginìo corneo-lombare, che per la contemporanea presenza degli immancabili occhiali da ascolto lo hanno portato a folle velocità fuori dal campo e/o contro la recinzione della quale non valutava la corretta distanza. Dopo un'ora di lanci e passaggi fuori misura è stato rimorchiato via fiume all'oftalmico di Mestre. Gli è stato prescritto di giocare le prossime partite con la maschera da saldatore a vetro affumicato. Sulle ecchimosi riportate ha da apporre bende bitumate fresche e calde ad intervalli di 3 ore per sei giorni. Regolare il tasso sinòttico pur se con improvvisi accanimenti. Nella media il cazziòma retinato col quale convive ormai da anni.


NATALE GRAZIANO: la parèsi bifida che lo ha sorpreso durante il pre-partita si è protratta per tutta la durata dell'incontro. E' risultato rigido e immobile per tutti i 90 minuti di gioco, salvo alcuni impercettibili movimenti dei bulbi oculari e della lingua. E' sotto osservazione all'Istituto del Sacro Coccige in località Treviri e sarà trasferito quanto prima al reparto di riabilitazione per Grandi Immobili, dove con macchinari evoluti verrà migliorata la sua flessibilità globale specifica e quella torsiometrica generale. Il rientro in campo, sotto applicazione di un tutore corpuscolare integrale, è previsto tra non prima di sei mesi.
CARNICELLI ALESSANDRO: spasmi piliferi, contrazioni agno-cognitive, reticenze biliari, protrusioni lombo-pediatriche, astigmìa ipertrofica al medio livello basale, conduzione renale ed pseudorenale affibbiate, afflizioni ai dotti lacrimali, unghie incarnite, rari episodi di elettrìsmo magnèto-corticale, neurocirrosi espansa benchè semi-ublimata, pàrteno-senodòsi a chiazze ematocraniali, dislentamento carpale, meniscòsi di primo e secondo strato con interessamento dell'apparato frènico, cogliòsi continuata e protratta nel tempo, libido-verminazione del particolato sospeso e conseguente adenobrucellosi urticante, piede retroverso ( quello sinistro ) e retro-parallelo ( quello destro ), fenomeni di slappamento vertiginale acuto con foschìe sierose, globosintesi magneto-stearica in caduta, basso livello lenticolare agevolato da occlusioni colloidee in estrusione limbica. E' pronto per le prossime partite senza urgenze medico-farmacologiche.
MATURANI SANDRO: ha palesato uno scollamento orto-viculo-paroidèo con conseguente afasìa bulbosa; è stato rianimato in campo dal mastro d'ascia e dopo la vulcanizzazione non ha più subìto affossamenti di genere. A negare ricadute trombo-radiali varrà la pena di eseguire infiltrazioni aschèmiche e perischèmiche periodiche a base di radioni e bosoni di Higgs ionico-catalitici. Perseverando lo scollamento si riterrà necessaria una sublimazione in fusto algo-nichèlico con sospensione alchèmica in bagno d'olio d'ulivo a 67°C in appaiamento a strinature déndrocrònofòrmiche.
ASCIOTI MASSIMO: episodi a frequenza crescente di sfarinamento gènito-filico, rare manifestazioni di lèioplasmosi ciclica e biciclica con adeguamento della verga manversa; la postura è parsa buona ma in realtà deficitaria alquanto in conseguenza del posizionamento alternato del braccio e della gamba destri ( in specialmodo ) al suolo. Nondimeno va considerata la perlignìte che lo ha afflitto a fine gara, in conseguenza della sèroplasmosi di livello 4 ormai calcificata tra la tromba di Eustachio e il Pelvium meniscale. Si raccomanda altamente di assumere il Beverone di Frate Canzio per favorire il rientro almeno parziale dell'osso-lipòsi esplosa tra il primo ed il secondo tempo.
ANDREA DA POMEZIA: nonostante la giovane età non ha sfigurato. Pompo-limòsi radiale e ascellare, mannìte da affaticamento seriale, masteo-anteo di categoria terza in associazione asincrona del battito regolare ( cfr. Il Cuore questo sconosciuto, di Eusebio Valdoni, ediz. Vallanzi, 1964 ), abbassamento baricentrico sotto la norma, diapalma in véllosi dinamica e sotto estensione branchiale di definizione somo-intercettoria; buono l'incedere terra-terra, meno valido quello terra-aria pur se con remore. Solo a mò di scrupolo dovrà subire la somministrazione di esa-pentaclorine per via intramuscolo e di orto-fosfo-polichèni per via estramuscolo. Sotto sforzo ha manifestato episodi di ipocondrìxectomìa che lasciano pensare a minuscole repellenze alla frenòsi.
Az. Ospedaliera Ospedali Riaffrescati
Reparto Neuro e Orto associati
Il Direttore generale
Burgnich Dr. Tarcisio
In Roma, addì 03/11/2008
ore 23,47

mercoledì 29 ottobre 2008

A botta calda...


Il tecnico dei Ramarro's"ssi vuota il sacco
Intervista esclusiva al "padre" della battaglia !
Luìs Menozzi a ruota libera


Abbiamo finalmente ottenuto una intervista esclusiva dal supertecnico del momento, Luìs Arrubbe Robèr Menozzi, conosciuto nell'ambiente come "el guru" o "el tanghèro" poiché uso a ballare durante le partite più importanti. Non poca la fatica per raggiungerlo poiché l'intervista ci è stata concessa lungo il raccordo anulare mentre a bordo della sua sfavillante Honda si recava a ricevere il premio "Zappa d'Oro - 2008" come miglior mezzadro dell'anno. Tra un sorpasso a destra, un'impennata e una sgommata, el tanghèro Luìs si è confessato: la sua proverbiale franchezza, la sua arguta loquacità, la serena profondità dei suoi pensieri, ci regalano il ritratto di un genio a tutto tondo.


D) Per quale motivo hai schierato la tua squadra con lo schema a Rombo piuttosto che a Piramide come ci avevi abituato da un paio di partite?
L.A.R.M) Lo schema a rombo, (a parità di superficie coperta), sviluppa un perimetro inferiore, in questo modo ho pensato di diminuire i chilometri di corsa dei miei giocatori, ma qualcosa non deve aver funzionato (controllerò il postulato).

D) Hai effettuato trentasei sostituzioni in otto minuti: per quale motivo?
L.A.R.M) E' stato una compulsione a ripetere lo sbaglio (me lo ha detto il mio psicanalista al termine della partita)

D) Verso la metà del primo tempo hai invertito gli attaccanti con i difensori: quale tattica stavi provando?
L.A.R.M) Quella di evitare i numerosi autogol fino a quel momento subiti

D) Perchè, ad un certo punto, hai inveìto contro l'arbitro?
L.A.R.M.) Per un attimo ho avuto il dubbio che era lui ad aver scippato mia moglie domenica scorsa ad Ostia.

D) Claudio Albanese è uno dei migliori centrocampisti in attività: perché non l'hai mai schierato in campo?
L.A.R.M.) Avrei dovuto schierarlo, è stata una disattenzione

D) Sei sempre del parere che sia meglio giocare con tre portieri, sacrificando la fase offensiva della squadra?
L.A.R.M.) Quella dei tre portieri è una favola che mi ricorda tanto quella dei tre piccoli porcellini... e mi ci viene anche un po da piangere, passiamo alla successiva!!!

D) Il pubblico non ha gradito la sconfitta per 13 a 4 che avete subìto. Cosa hai da dire a tua discolpa?
L.A.R.M.) Il panico l'ha fatta da padrone, la prossima volta verremo più autogeni.

D) Per la prossima partita ci si aspetta un riscatto immediato, ed il tuo presidente ha minacciato di licenziarti. Con quale atteggiamento filosofico ti poni di fronte al prossimo match?
L.A.R.M.) Decisamente epicureo, punto tutto sul tetrafarmaco.

D) Pensi veramente, come hai detto in conferenza stampa, che il colore delle maglie avversarie produce un rallentamento delle funzioni psico-fisiche dei tuoi giocatori?
L.A.R.M.) Ho il sospetto che nelle maglie dell'avversario sia stata stampata un'immagine subliminale (la più sognata fra noi maschietti!!)

D) Martinis, un enigma. Il suo pessimo rendimento è colpa degli occhiali o c'è qualcos'altro che non sappiamo?
L.A.R.M.) Ho l'impressione che l'immaginetta di cui sopra lui c'è l'abbia impressa sulla fronte.

D) Il calcio-mercato è sempre in funzione. Pensi a qualche rinforzo? E in quale reparto?
L.A.R.M.) La squadra ha le sinergie giuste, la crisi che attraversiamo potrebbe essere indotta da alcuni sostanze che imperversano sulle nostre tavole, faremo più attenzione a ciò che ingurgitiamo, (se continuano così il reparto da rinforzare sarà sicuramente il cesso).

D) Alfredo Stellino non risponde alle convocazioni nè sul Blog del Calciotto de Noantri, nè tramite sms. Pensate a qualche azione disciplinare nei suoi confronti?
L.A.R.M.) Stellino è temporaneamente affetto da un Disturbo schizofreniforme <http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_schizofreniforme> , viene da se che non può dare il meglio, soprattutto per un giocatore come lui che adorava scorazzare lungo le fasce ... diamogli fiducia e lui tornerà ad essere dei nostri.

D) Il Pasticcere deve continuare a giocare in mezzo al campo o deve ritornare in porta? Oppure c'è una terza via?
L.A.R.M.) Il pasticcere in mezzo al campo è un figura così poetica che mi ricorda un quadro di Van Gogh, quello è il suo posto e basta.

D) Grazie mister...

Foto in alto: Luis Arrubbe Robèr Menozzi in un raro momento di pausa.

Esclusiva: intervista a Il Pasticciere

Il Pasticciere parla da vero leader!

In questa intervista, che contrasta il tentativo della sociologia di darsi contenuti euristici, la stella dell'Università dei Rossi, Il Pasticciere, previene il fine di comprendere il comportamento e la disorganizzazione sociale dei suoi compagni di squadra, riferendosi esclusivamente ai rapporti di polizia e testimonianze rese nel corso degli interrogatori.


Domanda: Rivedendo i dati relativi al traffico delle "chiamate della palla" su quale statistica si è basato, sul tempo, il livello riassuntivo delle conclusioni?
Risposta: Nella ricerca sociologica dell'uso dei cosiddetti materiali di "scambio", il metodo di riferimento è degli anni immediatamente successivi alla prima Guerra Mondiale.
Ed il piano di numerazione delle maglie?
Intorno agli anni '70 assistiamo ad una rinascita intorno al metodo che rampolla le ragioni complesse a particelle elementari.
Rivedrete l'adeguatezza e la validità dell'attuale piano tattico?
In realtà lo schema del "current voice network", come strumento di analisi tecnico-tattico, pone in gioco un modello metodologico duttile, in grado di rispondere alla dialettica tra il calcio teorico ed una realtà empirica magmatica ed esplosiva che pare quasi "costituzionalmente" sfuggire ad ogni volontà interpretativa per il carattere apparentemente irriducibile del "congiuntivo".
Rivedrete la strategia di bilanciamento di carico sulle fasce?
Se è vero che l'ala è eminentemente la performance tattica di un "vissuto" individuale, cioè di una prassi umana, sarebbe erroneo, però, ritenerla la traduzione immediata, tramite un gesto tecnico del "vissuto". Unico segno tradizionale che può essere mantenuto per comodità di lettura, è il punto interrogativo seguito dal punto esclamativo e ancora dal punto interrogativo.
Avete un sistema che au